Il 2024 ha segnato per la Liguria il definitivo ritorno a livelli di mobilità analoghi al periodo pre-pandemia ma anche un peggioramento degli indicatori di sicurezza stradale. A certificarlo è il rapporto Istat sugli incidenti stradali, che evidenzia per la regione un aumento più marcato rispetto alla media nazionale, soprattutto sul fronte delle vittime. Nel complesso, in Liguria si sono verificati 7.960 incidenti stradali, che hanno causato 62 morti e 9.767 feriti. Rispetto al 2023 sono cresciuti gli incidenti (+5,7%) e i feriti (+6,2%) ma il dato che desta maggiore preoccupazione è l’aumento dei decessi (+12,7%), in controtendenza rispetto al lieve calo registrato a livello nazionale. Pur rimanendo in diminuzione nel confronto di lungo periodo con il 2010 (-26,2%), la mortalità stradale regionale mostra segnali di nuova criticità.
All’interno di questo quadro, La Spezia emerge come uno dei territori più sensibili. Nel 2024 la provincia ha infatti registrato 773 incidenti, contro i 690 del 2023, con un incremento del 12%. I feriti sono saliti da 898 a 957 (+6,6%) mentre le vittime sono passate da 7 a 11, con un aumento del 37,5% in un solo anno. Il tasso di mortalità nella nostra provincia ha raggiunto i 5,1 morti ogni 100 incidenti, un valore superiore alla media ligure (4,1) e indicativo di una maggiore gravità media dei sinistri. Il confronto 2023–2024 segnala quindi una fase di peggioramento recente, legata anche alla forte ripresa dei flussi di traffico, pendolarismo e mobilità turistica. Sebbene La Spezia mostri nel lungo periodo una riduzione delle vittime rispetto al 2010 (-21,4%), il rimbalzo del 2024 evidenzia una vulnerabilità strutturale del territorio.
Come nel resto della regione, l’incidentalità si concentra soprattutto lungo le principali direttrici costiere e di collegamento, dalle strade urbane ai tratti extraurbani e autostradali. In Liguria resta elevato il peso degli utenti vulnerabili – pedoni, ciclisti e conducenti di veicoli a due ruote – che rappresentano oltre il 66% delle vittime, una quota superiore alla media nazionale. In particolare cresce l’incidenza dei pedoni deceduti, soprattutto nei contesti urbani. Dal punto di vista temporale, i dati confermano che i mesi estivi sono i più critici: tra maggio e settembre si concentra quasi la metà degli incidenti e delle vittime. Preoccupanti anche le fasce orarie notturne, in particolare tra le 2 e le 5 del mattino e nei fine settimana, quando l’indice di mortalità raggiunge valori nettamente superiori alla media.
Il rapporto Istat inserisce questi dati nel quadro degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, che includono la sicurezza stradale tra le priorità di salute pubblica e di qualità della vita urbana. Rispetto al benchmark europeo del 2019, la Liguria – e in particolare territori come La Spezia – appare ancora distante dal percorso di dimezzamento delle vittime entro il 2030. Per un’area complessa e strategica come quella spezzina, i numeri del 2024 rappresentano un segnale chiaro: la riduzione degli incidenti passa da interventi mirati su infrastrutture, controllo della velocità, contrasto alla guida distratta e maggiore tutela degli utenti più fragili, in un’ottica di sicurezza integrata e sostenibile.