Vive isolato, in una proprietà immersa nei boschi nei pressi di Polverara, nel Comune di Riccò del Golfo, dove porta avanti l’azienda agricola Cassola e da tre anni convive con una situazione che definisce ormai insostenibile. Alessandro Lambertucci denuncia i danni provocati dalla presenza di cinghiali e lupi, tra coltivazioni devastate, muretti a secco abbattuti e animali feriti o scomparsi. Una condizione che, racconta, nonostante le segnalazioni e le denunce presentate alle autorità, non ha ancora trovato una risposta concreta.
“Ho chiesto in tutte le maniere legali di essere aiutato, ma nessuno ha fatto niente”, spiega Lambertucci, che riferisce di essersi rivolto più volte alle autorità e di aver ricevuto per anni promesse di intervento rimaste senza seguito. “Sono tre anni che mi dicono: veniamo, ci organizziamo, facciamo una battuta di caccia. Ma poi non si riesce a fare niente perché manca il personale”. Nel frattempo, la situazione nella proprietà – dove i prati verdi hanno lasciato spazio a distese di terra smossa – è diventata sempre più difficile da gestire, al punto da mettere a rischio anche la sua incolumità.

Lambertucci racconta infatti di essersi trovato faccia a faccia con un grosso cinghiale che, invece di allontanarsi, gli sarebbe venuto incontro. “Sono andato in giro con i cani e con la motosega perché questo cinghiale mi attaccava e non indietreggiava”. Un episodio che restituisce la dimensione del disagio vissuto da chi abita in una zona isolata, circondata dal bosco e frequentata dagli animali selvatici.
Tra le conseguenze più pesanti ci sono quelle sugli animali da cortile e sui cani. “Quando li lascio liberi, si ritrovano coinvolti negli scontri tra lupi e cinghiali. Mi hanno già ferito due volte i cani e ho dovuto spendere mille euro ogni volta per i danni”, riferisce. Per evitare altri episodi, la sera non può più lasciarli liberi come faceva in precedenza.

Anche il terreno ha subito danni ingenti. I cinghiali hanno sradicato le radici degli ulivi, compromettendo le piante, e devastato intere porzioni del campo, rivoltando il terreno come se fosse stato arato. A questo si aggiungono i muretti a secco abbattuti. “Mi hanno distrutto tutti gli ulivi, hanno buttato giù i muretti. Ho presentato le denunce per i danni al terreno, agli ulivi e alle strutture, ma non ho mai ricevuto neanche un euro di risarcimento. Si parla di recinzioni, ma il terreno è già tutto recintato”, sostiene.
L’ultimo episodio risale a domenica mattina: quattro pecore sono scomparse dalla proprietà. L’uomo Lambertucci ha presentato denuncia ai carabinieri, ma al momento non è in grado di stabilire che cosa sia accaduto agli animali. “Non ho una controprova e non posso dire con certezza che siano stati gli animali selvatici. Di solito, però, si trovano le carcasse o le ferite. Qui sono sparite quattro pecore e non so che fine abbiano fatto”.

La richiesta è quella di interventi concreti e di risposte alle segnalazioni presentate nel corso degli anni. “Ho fatto denunce a tutti, ma sono ancora in queste condizioni. È una situazione assurda e insostenibile”, conclude Lambertucci, che ha scelto di rendere pubblica la propria esperienza per richiamare l’attenzione su un problema che continua a incidere sulla vita quotidiana, sulle coltivazioni e sugli animali. E questi problemi, purtroppo, affliggono anche molte altre zone e abitanti della provincia.
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