Dovranno rispondere del reato di tentata truffa aggravata in concorso, perpetrata ai danni di una persona con minorata difesa in conseguenza dell’età, raggirata da soggetti che si erano finti appartenenti alle Forze dell’Ordine. Tutta la vicenda è nata e finita nella giornata di ieri quando gli investigatori della Squadra Mobile della Questura della Spezia hanno raggiunto l’abitazione di un’anziana donna, dove la truffa era ancora in corso, organizzando un servizio mirato per seguire gli sviluppi della vicenda e impedire che i preziosi finissero nelle mani dei responsabili. La storia ha avuto inizio quando la donna ha ricevuto un messaggio relativo a un pagamento che non aveva mai autorizzato: dopo essere stata invitata a contattare un presunto operatore, è stata raggiunta tramite videochiamata da un uomo che si è presentato come maresciallo dei Carabinieri.
Con il pretesto di una rapina avvenuta in città, che sarebbe stata commessa utilizzando un’auto intestata alla donna, il falso militare le ha riferito che era necessario effettuare verifiche sui gioielli in suo possesso. Seguendo le indicazioni ricevute, la vittima ha raccolto i propri preziosi in un sacchetto, mantenendo attiva la videochiamata. L’interlocutore le ha poi raccomandato di non parlare con nessuno, sostenendo che fosse necessario mantenere il riserbo sulle presunte indagini. Insospettita dalla situazione, la donna ha segnalato quanto stava accadendo al figlio, che ha immediatamente contattato la Polizia. Gli investigatori della Squadra Mobile si sono messi in moto nell’immediatezza e hanno raggiunto l’abitazione: un operatore è rimasto all’interno dell’appartamento per monitorare i contatti tra la vittima e il truffatore, mentre altri agenti si sono posizionati all’esterno dello stabile, in attesa dell’arrivo delle persone incaricate del ritiro.
Seguendo le indicazioni ricevute durante la videochiamata, la donna ha collocato il sacchetto con i preziosi davanti alla porta di casa. Poco dopo, un uomo e una donna si sono presentati presso lo
stabile. Mentre la seconda entrava nell’edificio per recuperare il sacchetto, l’uomo rimaneva a controllare l’area, venendo subito raggiunto e bloccato dagli operatori appostati all’esterno. La
donna veniva invece fermata subito dopo aver prelevato i preziosi. Il controllo del sacchetto ha permesso di recuperare numerosi monili in oro, per un peso complessivo di circa 160 grammi, oltre a due orologi di valore. I due soggetti sono stati così arrestati con l’accusa di tentata truffa aggravata in concorso e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’episodio richiama l’attenzione su una modalità di truffa che sfrutta la fiducia nelle istituzioni e la preoccupazione delle vittime per indurle a consegnare denaro o oggetti di valore. La Polizia di Stato invita a diffidare di chi, presentandosi come appartenente alle Forze dell’Ordine, richiede la consegna di denaro o preziosi per presunte verifiche investigative. In caso di telefonate o videochiamate sospette, è importante interrompere la comunicazione e rivolgersi direttamente al 112.
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