Anche la Fp Cgil della Spezia ha aderito alla giornata di mobilitazione nazionale dei Vigili del Fuoco, organizzando un’assemblea straordinaria del personale in collegamento con Genova. Al centro della protesta, la contrarietà al progetto di riordino del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, che non affronta le criticità strutturali del settore, e la richiesta di interventi concreti su organici, salari, sicurezza e previdenza. “Abbiamo promosso assemblee straordinarie in tutta Italia per difendere il futuro del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e rivendicare risposte concrete alle esigenze del personale – dichiara Marzia Ilari, segretaria generale della FP Cgil della Spezia – siamo contrari a un riordino che non risolve i problemi reali: carenze di organico, condizioni di lavoro, riconoscimento economico e previdenziale. I Vigili del Fuoco vengono spesso acclamati come eroi, ma a questi riconoscimenti devono corrispondere diritti, tutele, salari adeguati e nuove assunzioni. Non bastano le parole: servono investimenti e scelte precise”.
Nel corso dell’assemblea spezzina si è svolta anche l’elezione del nuovo coordinatore provinciale dei Vigili del Fuoco della FP Cgil. Davide Maccione è stato eletto all’unanimità dalle colleghe e dai colleghi. “A Davide vanno i nostri complimenti e i migliori auguri di buon lavoro – prosegue Ilari – lo attende un compito importante, in una fase particolarmente delicata per il futuro del Corpo. Siamo certi che saprà rappresentare con determinazione le istanze delle lavoratrici e dei lavoratori, mettendo al centro la dignità professionale, la sicurezza e i diritti”.

“È un onore assumere questo incarico e rappresentare le nostre rivendicazioni attraverso la CGIL – dichiara Davide Maccione, neo coordinatore provinciale – Oggi discutiamo del futuro del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. Un futuro che non può essere ridotto a un riordino delle carriere, a nuove qualifiche o a una diversa organizzazione degli uffici. Parliamo della sicurezza del personale, della dignità del nostro lavoro e della capacità di garantire un soccorso pubblico efficace ai cittadini. Il riordino proposto non risolve i problemi strutturali del Corpo – prosegue Maccione – restano le carenze di organico, le difficoltà nel garantire squadre complete, l’invecchiamento del personale e la necessità di investire nella formazione e nell’addestramento. Mentre queste criticità continuano a pesare sul lavoro quotidiano, si introducono nuove posizioni dirigenziali e si rafforza la struttura gerarchica. Non è questa la risposta di cui abbiamo bisogno”.
“Essere contrari a questo riordino non significa essere contro il Corpo, ma avere un’idea diversa del suo futuro. Chiediamo nuove assunzioni, una previdenza dedicata, il rafforzamento della previdenza complementare e un adeguato riconoscimento economico e professionale delle nostre responsabilità e competenze. Non chiediamo privilegi, ma il riconoscimento della specificità e dei rischi del nostro lavoro. Difendere i diritti dei Vigili del Fuoco significa anche difendere la qualità e la sicurezza del soccorso pubblico per tutti i cittadini”, conclude Maccione.
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