Gestire il trauma psicologico di un infortunio grave sul lavoro subito da un proprio famigliare e doversi allo stesso tempo muovere nella selva delle burocrazie, senza rinunciare ai propri diritti e senza abdicare ai propri doveri. È per rendere meno gravosi quei frangenti che nel 2022 l’allora ministero del lavoro retto da Andrea Orlando aveva prodotto un protocollo di intesa per sostenere le vittime di incidenti sul lavoro. Protocollo che è stato rinnovato questa mattina in Prefettura.
“Lo abbiamo aggiornato e modificato per rafforzarne il contenuto, ma i firmatari rimangono gli stessi. Le famiglie sono gravemente colpite da eventi come questi. Accanto alla prevenzione, cerchiamo di andare incontro alle loro esigenze quantomeno dal punto di vista burocratico e amministrativo in momenti che possono essere molto difficili”, spiega il prefetto Andrea Cantadori, penna in mano, prima di apporre la propria firma. Sul tavolo si alternano poi Regione Liguria, Inail, Ats Liguria 5, Confindustria, Anche, Cgil, Cisl e Uil, Ispettorato del lavoro, Ufficio scolastico provinciale, Ordine dei medici, Confartigianato, Confagricoltura, Anmil, CNA, Confcommercio e Confesercenti. Ognuno, per la propria parte, tende la mano per un tratto del percorso burocratico e umano che attende le vittime e i loro cari.

Obiettivo primario è attivare immediatamente il sostegno psicologico per i famigliari della vittima, offrire loro assistenza giuridica e amministrativa e garantire nel minor tempo possibile le prestazioni assistenziali previste dalla legge. “Il fine rimane arrivare a zero morti sul lavoro, ma è anche importante attivare subito un sostegno alle vittime perché gli aspetti burocratici sono notevoli – sottolinea Salvatore Balestrino, coordinatore provinciale della Uil per lo Spezzino -. Ascoltando ogni giorno notizie di morti sul lavoro rischia di farci diventare assuefatti. Come Uil continueremo a batterci per l’istituzione dell’omicidio sul lavoro, della procura speciale e dell’assistenza alle famiglie che dopo dieci giorni dai fatti rimangono troppo spesso sole”.
In Italia i morti sul lavoro sono tre al giorno secondo gli ultimi dati Istat. “Il nuovo protocollo permette di rimanere al passo con le normative che nel frattempo si sono evolute – spiega Luca Comiti, segretario Cgil La Spezia -. Il tema è attualissimo, la Spezia è maglia nera in Liguria per crescita degli incidenti mortali e purtroppo questo governo non sta investendo negli organismi come Inail e Ispettorato del lavoro. Per incidere servono risorse e norme che si concentrino su appalti, subappalti e tutta la filiera che vede ancora la sicurezza sul lavoro come un costo. Anche alla Spezia è così. Le grandi aziende investono su formazione e prevenzione, nel resto del tessuto fatto di piccole e medie imprese troviamo grosse falle e difficoltà a investire anche solo nei responsabili della sicurezza. Ci sono lavoratori stranieri nella nostra provincia che non conoscono neanche la lingua”.

Tra gennaio e agosto del 2026 alla Spezia ben otto morti bianche, più del doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente quando erano state tre. “Un protocollo importante che grazie alla sensibilità della Prefettura, che ringrazio, assieme a tutte le parti sociali e datoriali e a gli enti preposti ha messo nero su bianco aiuti concreti alle vittime sul lavoro e ai loro familiari – dice Antonio Carro, vertice della Cgil spezzina, da Roma dove è impegnato nel Consiglio confederale generale -. Questo deve indurci a mantenere alta l’attenzione tutti i giorni per la prevenzione e la formazione a partire dalle scuole per interrompere il drammatico giornaliero bollettino di infortuni mortali e gravi. E’ un impegno non solo per le parti sociali e datoriali ma per tutte le istituzioni della nostra nazione”.
Una parte del protocollo riguarda infine il reinserimento lavorativo, altro aspetto che genera un forte disagio sociale. Per chi viene dichiarato inabile al lavoro a seguito di un infortunio si apre spesso una seconda vita fatta di disoccupazione e difficoltà economiche. “Stiamo lavorando ad alcune proposte in merito, ma tutte le istituzioni devono farsi carico di queste situazioni”, l’auspicio dei sindacati.
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