Appartamento occupato a Valeriano, il Sunia: “Diritto dei proprietari e diritto alla casa non sono in contrapposizione”

Il diritto dei proprietari a rientrare in possesso dei propri immobili e il diritto all’abitare non devono essere messi in contrapposizione. È la posizione espressa da Franco Bravo, segretario regionale del Sunia, intervenendo sul caso dell’alloggio turistico di Vezzano Ligure, finito al centro del dibattito pubblico e approdato all’attenzione del Parlamento.

Il sindacato degli inquilini riconosce il diritto dei proprietari a riottenere la disponibilità dei propri immobili e chiede che i provvedimenti dell’autorità giudiziaria vengano eseguiti in tempi certi e ragionevoli. Allo stesso tempo, contesta l’idea che manchino strumenti giuridici a tutela dei proprietari: “Le norme esistono e devono essere applicate. Il problema, semmai, riguarda la durata delle procedure, l’efficienza dell’apparato giudiziario e la crescente emergenza abitativa che interessa anche il nostro territorio”.

Secondo Bravo, quando una controversia abitativa si protrae a lungo non ci sono vincitori: “Non vince il proprietario che non può disporre del proprio bene, non vince la persona che vive in una condizione di precarietà, non vince lo Stato che non riesce a garantire tempi compatibili con il diritto”. Da qui l’invito a superare la contrapposizione tra le parti e ad affrontare le cause sociali ed economiche che alimentano situazioni di questo tipo.

Il Sunia richiama in particolare le condizioni di chi si trova in estrema fragilità economica, senza alternative abitative e senza la possibilità di accedere a un alloggio a canone sostenibile. “Comprendere le ragioni sociali che portano a determinati comportamenti non significa giustificarli sul piano giuridico, ma prendere atto che il disagio abitativo è oggi un problema concreto e diffuso”, sottolinea il segretario regionale, ribadendo che “chi ha una casa ha il diritto di rientrarne in possesso”, mentre chi non riesce a trovare un’abitazione a prezzi accessibili può arrivare a difendere l’unico riparo disponibile per sé e per la propria famiglia.

Per il sindacato, la vicenda si inserisce in un quadro più ampio, segnato dalla progressiva riduzione delle politiche abitative pubbliche, dall’aumento dei canoni di locazione e dalle crescenti difficoltà per molte famiglie nel trovare una sistemazione sostenibile. Senza investimenti nell’edilizia pubblica, sostegni all’affitto e nuove abitazioni a canone accessibile, avverte Bravo, casi analoghi sono destinati a ripetersi.

Il Sunia chiede quindi tempi certi per l’esecuzione dei provvedimenti giudiziari, il rafforzamento degli organici della giustizia e degli uffici dell’esecuzione, il rifinanziamento degli strumenti di sostegno alle famiglie in difficoltà e un aumento dell’offerta di alloggi sociali. Tra le priorità indicate anche il contrasto all’espulsione dal mercato della locazione delle famiglie con redditi medio-bassi e l’apertura di un confronto istituzionale permanente sull’emergenza abitativa.

“La legalità va sempre tutelata, ma non può essere separata dalla responsabilità delle istituzioni di garantire il diritto all’abitare”, conclude Bravo. Per il segretario regionale del Sunia, il caso di Vezzano non dimostra l’assenza di tutele per i proprietari, ma l’urgenza di affrontare la mancanza di case accessibili, un problema che coinvolge un numero crescente di cittadini a Vezzano, alla Spezia e nel resto del Paese.

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