Nuova sede al porto per i Vigli del fuoco: “Edificio vuoto senza sommozzatori e nautici a tempo pieno”


“Abbiamo inaugurato un edificio vuoto, ora portiamoci dentro il personale specializzato”. I sindacati offrono un bagno di realismo a margine della cerimonia di inaugurazione del nuovo distaccamento portuale dei Vigili del Fuoco. Per come è costruito il piano degli organici, dicono in coro, le potenzialità del nuovo polo da 1.500 metri quadri su Calata Malaspina rischiano di rimanere solo sulla carta.

“Oggi inauguriamo una sede portuale, ma paradossalmente il nucleo sommozzatori è stato chiuso da anni – accusa Paolo Lanzoni del sindacato USB -. Una scelta inconcepibile contando tutte le attività potenzialmente soggette ad emergenze e soccorsi che ci sono alla Spezia e circondario”.  Un mix unico di attività civili, militari, industriali il Golfo della Spezia, che in pochi chilometri in linea d’aria ospita una lista innumerevole di obiettivi potenzialmente sensibili.

 

“Il rischio all’interno del Golfo della Spezia è notevole – snocciola Lanzoni -. In primis il porto commerciale che movimenta un milione e 200 mila container all’anno con rischio di cadute in mare, incendi e per le merci stesse che vengono movimentate. Abbiamo 800 mila croceristi che transitano ogni anno, molti vanno verso le Cinque Terre, Porto Venere e Lerici che sono tutte località di mare. Poi c’è il rigassificatore di Panigaglia che stocca circa 100 mila metri cubi di gas naturale liquefatto. Ci sono 7200 posti barca e tutto il traffico diportistico che ne consegue. Ci sono le varie basi della Marina, i cantieri nautici, i mitilicoltori…”. Al quadro presto si aggiungerà il molo carburanti della NATO a Ruffino.

Una giornata è operativamente divisa in quattro turni da sei ore ciascuno. I sommozzatori ne garantiscono uno alla Spezia, l’ultima testimonianza del glorioso nucleo spezzino che fu, e tre a Genova a livello ligure. Stessa cosa per i nautici che sono presenti su un solo turno. Mentre si svolge l’inaugurazione sono presenti i sommozzatori, ma non i nautici. “Se si rende necessario un intervento in un momento in cui non è garantita la presenza del personale nautico o sommozzatori bisogna richiedere, tramite la Capitaneria di porto, un rimorchiatore, che si attiva con i suoi tempi ovviamente, poi inviare una squadra di pompieri ‘di terra’ dalla centrale, imbarcarla sul rimorchiatore e partire per l’intervento. Con il rischio anche per gli stessi operatori perché non conoscono il rimorchiatore come conoscono i propri mezzi”, spiega Lanzoni.

“Cosa fa la differenza negli interventi? La tempestività. E questa noi, stando così le cose, non possiamo garantirla e i contribuenti devono saperlo. Bisogna riaprire un tavolo di contrattazione per riavere il nucleo sommozzatori alla Spezia e garantire il nucleo nautico su quattro turni. Oggi abbiamo inaugurato un edificio che galleggia a malapena”.

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