Arbre Magique e le altre, Pandullo: “Grunland aiutò a organizzare il treno per Lucca, Hyundai pagò in auto”

“Un tuffo al cuore vedere quella splendida coreografia con le maglie storiche nella partita dei 120 anni. Perché per me sono un pezzo di vita, ma probabilmente tanti di quei ragazzi di curva non erano neanche nati quando lo Spezia le indossava. Se le hanno scelte significa che nell’immaginario collettivo ci sono quelle casacche con quegli sponsor. Per me che ho lavorato per portarli è stata una cosa davvero emozionante”. Si fa tutto raggiante Alberto Pandullo avvicinando gli occhi allo schermo dello smartphone. Se per tutti è stato uno spettacolo vivere il disvelamento della livrea della curva del Picco nella partita anniversario, per l’ex dirigente di Publitalia ’80 si è trattato di fare un viaggio tra i ricordi.

Tempi di capelli sempre un po’ arruffati come quelli che ha adesso, ma più scuri. Tempi di marketing pionieristico per il mondo Spezia. Che Pandullo contribuì a sviluppare grazie ai contatti creati dalla sua posizione milanese nella concessionaria pubblicitaria di Silvio Berlusconi: “A cui tutti si riferivano semplicemente come ‘il dottore’ – ricorda -. Di quelle maglie scelte dalla Curva Ferrovia mi sento il padre di quattro su sei. La Grunland a sinistra, le due Arbre Magique centrali e la maglia del centenario con la banda nera. Davvero, quei ragazzi hanno fatto un uomo felice”.




Coreografia Curva Ferrovia per i 120 anni


 

Si deve tornare alle lire per raccontare un po’ aneddoti di come quegli sponsor si legarono allo Spezia Calcio, in un sistema in cui il marchio avrebbe viaggiato tra il Picco e il resto degli stadi di serie C, finendo al massimo in qualche foto da bordo campo. Nessuna copertura televisiva, nessun meet&greet, nessun influencer a saltellare qua e là con un selfie stick in mano. “Il marketing dello Spezia in senso professionale inizia nel 1988, quando arrivò Grunland, grande società di prodotti caseari che produceva il famoso ‘formaggino d’oro’ – ricorda Pandullo -. La società era tedesca ma aveva un importatore italiano a Locate Triulzi che io conoscevo. Il figlio del titolare, Patrizio Cozzi, lo avevo contattato per vendergli uno spazio commerciale nella trasmissione Ok il prezzo è giusto su Canale 5 che al tempo era presentata da Iva Zanicchi. Quello spazio rese loro molto bene, le vendite del formaggino aumentarono in maniera importante. Era una famiglia molto appassionata di calcio, grandi tifosi dell’Inter. L’idolo nerazzurro ai tempi era Karl Heinz Rumenigge e nel pacchetto c’era anche un’intervista che doveva essere condotta da Mike Bongiorno e che in effetti si svolse nella villa del calciatore sul Lago di Como”.

Da Milano al Golfo dei Poeti il salto fu figlio dell’entusiasmo. “In seguito gli nominai lo Spezia Calcio e accettarono – dice Pandullo -. Penso che Grunland sia stato il primo sponsor internazionale del club. Peccato che fu la stagione della ‘fatal Lucca’ in cui perdemmo la serie B all’ultima giornata. Peraltro partecipò direttamente all’organizzazione del treno speciale dei tifosi che invasero il Porta Elisa quel pomeriggio sportivamente drammatico”.




18.08.2009 PRESENTAZIONE SPEZIA CALCIO STAGIONE 2009-2010 : Alberto Pandullo


 

L’anno dopo arrivò Arbre Magique, che forse rimane il logo più iconico di sempre. “Anche qui c’entra l’Inter perché l’esordio avvenne nel settembre 1990 in un Inter-Spezia di Coppa Italia che si giocava a Monza e che decise Klinsmann dopo una grande partita dello Spezia – tratteggia Pandullo -. Era Tavola che commercializzava, allora come ora, il prodotto in Italia. Lo sponsor fu confermato anche per il 1990/91, con Ferruccio Mazzola in panchina, e avrebbe dovuto esserci anche nel 1991/92, ma subentrò alla fine Linea Messina“.

Arbre Magique sarebbe ritornato sulle maglie nel 1997 con la squadra in serie C2, subito dopo il biennio Sitta e Blengino. “Fu un anno di rinascita con Sergio Borgo che portò i vari Zaniolo, Sottili, Chiappara, Andreini etc. Lo sponsor rimase fino alla stagione 1999/2000, quella del campionato vinto con Mandorlini in panchina, dopo che il club era stato rilevato da Zanoli e soci. A fine stagione organizzammo la partita contro il Milan al Picco, che si giocò con la maglia azzurra che è stata inserita nella coreografia”.

 

“Per ospitare i campioni rossoneri, che rinunciarono a una tourné a New York, serviva un esborso di 150 milioni di lire e in sede serpeggiava il dubbio se l’incasso sarebbe bastato per coprire le spese. Fu decisivo Trevisan nel portare avanti l’accordo. Lo stadio alla fine era stracolmo. Ufficialmente diecimila presenti, per me c’erano anche 14mila persone. Ma il numero non si saprà mai di preciso. La partita finì 4-1 come tutti ricordano, un trionfo. Quella maglia fu usata solo in quell’occasione ed è tuttora una chicca”. Roberto Chiappara, protagonista di quegli anni, ha confessato di conservarla ancora gelosamente.

In mostra nella galleria celebrativa all’interno della tribuna ci sono anche le casacche della stagione 2005/06, quelle del ritorno in serie B dopo 55 anni. “Quell’anno utilizzammo una formula innovativa, ovvero il doppio sponsor – analizza Pandullo -. Lo Spezia giocava con Interconsult in trasferta e Bertella Trivellazioni in casa. A Bertella mi sento affezionato perché era un’azienda spezzina e pagava 50mila euro per quello spazio, una cifra di tutto rispetto per quegli anni. Mi fa piacere sia tra quelle esposte”.




Massimiliano Guidetti


 

Con la serie B arrivò invece Hyundai, colpo a sensazione per una provinciale. “Qui siamo davvero al top perché era un’azienda che sponsorizzava i campionati del mondo – illustra Pandullo -. Vent’anni fa non aveva una sede in Italia a differenza di oggi, ma si affidava a un importatore milanese molto importante per il mercato nostrano. Li contattai e ottenemmo un incontro. Ci tengo a dire che specificai che ero lì per conto dello Spezia Calcio e non di Publitalia ’80. Chiudemmo l’accordo con un cambio merce, in pratica pagarono in auto. Purtroppo l’anno successivo arrivò la retrocessione e lo sforzo dello ‘Spezia siamo noi’, di cui ero presidente. In quel ruolo mi recai presso la sede della Lega di serie B nei mesi più concitati e mi ricordò che appena entrati c’era una foto di Guidetti con Hyundai in bella vista”.




Abodi, Pandullo e Santangelo


 

Il club rinacque con Gabriele Volpi e intraprese il ventennio più importante della propria storia. Nel 2013 si tenne la cerimonia della posa della targa celebrativa all’Arena di Milano per ricordare l’impresa del 1944, presente Andrea Abodi che è oggi ministro allo sport. Nel 2016 la maglia dei 110 anni, tutta a destra nella coreografia degli ultras. “E accanto c’è quella del centenario, con la banda nera in diagonale – dice Pandullo -. La maglia nasce insieme a Errea, sponsor tecnico dell’epoca. Proponemmo tre o quattro ipotesi e quella ci sembrò la più convincente. Erano tutte numerate, io ho la 19. Creammo anche il marchio Speziacento, una storia una passione e mi presi la briga di registrarlo allo studio Cicogna di Milano, uno dei più importanti per marchi d’impresa. C’era il timore che qualcuno potesse utilizzarlo per farne un merchandising parallelo. L’avevamo presa sul serio e forse anche per questo le scelte di allora sono rimaste negli occhi dei tifosi di ogni generazione”.

The post Arbre Magique e le altre, Pandullo: “Grunland aiutò a organizzare il treno per Lucca, Hyundai pagò in auto” appeared first on Città della Spezia.

TRASMISSIONI

PODCAST

Intervista a Matteo Berrettini sul suo nuovo fidanzamento con Re Emanuela​