Incendio all’Olandese volante, il consiglio comunale respinge l’urgenza della mozione. In aula tensione e accuse ai consiglieri

La discussione sull’incendio che nella notte tra venerdì e sabato ha interessato l’ingresso dell’Olandese volante, birreria della Chiappa frequentata prevalentemente da militanti di CasaPound e dell’estrema destra, è arrivata ieri sera in consiglio comunale. A portarla all’attenzione dell’aula è stato Fabio Cenerini, che aveva presentato una mozione urgente chiedendo una presa di posizione del consiglio comunale. Ma la richiesta di urgenza è stata respinta con 28 voti contrari e soltanto due favorevoli, quelli dello stesso Cenerini e di Gianmarco Medusei.

“Ho presentato questa mozione con urgenza perché su più quotidiani è scritto che l’incendio non è partito da un corto circuito, ma è stato appiccato dall’esterno”, ha spiegato Cenerini, richiamando le prime ricostruzioni sull’origine del rogo. Il consigliere ha sottolineato che, secondo quanto riportato dalla stampa, l’incendio sarebbe quindi di origine dolosa e ha ricordato che la notizia era stata ripresa anche dall’Ansa e da alcune testate nazionali, pur senza aver provocato in città una reazione politica proporzionata alla gravità del fatto.
Cenerini ha insistito sulla necessità di distinguere il voto sull’urgenza da quello sul contenuto della mozione e ha allargato il ragionamento al significato politico dell’episodio, sostenendo che una vicenda analoga, se avesse riguardato una sede di Rifondazione comunista, Alleanza Verdi e Sinistra o Partito Democratico, o anche di Fratelli d’Italia o della Lega, avrebbe probabilmente prodotto una mobilitazione e prese di posizione molto più ampie.
Per Cenerini, inoltre, non si è trattato soltanto di un attacco a un’attività commerciale o a un luogo frequentato da un determinato ambiente politico. “Era vuoto questo pub, questa sede, ma c’erano delle persone nello stabile che dormivano”, ha ricordato, sottolineando come l’incendio avrebbe potuto provocare vittime o feriti se le fiamme avessero sorpreso nel sonno gli abitanti del palazzo. Da qui la definizione di un “atto veramente folle” e la richiesta che il consiglio comunale si esprimesse comunque sull’accaduto, indipendentemente dall’appartenenza politica delle persone coinvolte.
Nel suo intervento Cenerini ha parlato di tentativi di delegittimazione di CasaPound e ha ricordato la manifestazione di oltre un anno fa e la presenza, in quell’occasione, della fascia tricolore del sindaco Pierluigi Peracchini nel corteo organizzato da Anpi, sostenendo che anche allora si erano verificati tentativi di portare la situazione verso lo scontro. “Sono totalmente contrario alle contromanifestazioni, di chiunque siano”, ha detto, sostenendo che chi vuole contestare una manifestazione dovrebbe farlo in un momento diverso, evitando di creare le condizioni per un confronto diretto.

A rispondere per la maggioranza è stato Giacomo Peserico, che ha riconosciuto la gravità dell’incendio ma ha motivato il voto contrario sull’urgenza con il fatto che le indagini sono ancora in corso. “Come maggioranza, siamo sempre stati vicino a tutti coloro che vanno subito violenze e attentati”, ha affermato, ribadendo anche il principio secondo cui in una democrazia chi partecipa alla vita pubblica deve poter manifestare ed esprimere le proprie opinioni, anche quando non sono condivise. E ricordando a tal proposito di non aver impedito la manifestazione di CasaPound del maggio 2025.
Il punto, per Peserico, è però ciò che ancora non è stato accertato. “Al momento non c’è stata alcuna rivendicazione di un eventuale attentato e le indagini sono ancora in corso”, ha detto. “È solo per questo motivo che voteremo contro l’urgenza”. Il consigliere ha comunque anticipato una presa di posizione nel caso in cui dalle indagini dovesse emergere che l’incendio è stato effettivamente un attentato contro una forza politica: “Già da adesso anticipo che nel caso esprimeremo la nostra solidarietà”.

Il voto ha quindi sancito il respingimento della richiesta: 28 contrari e due favorevoli, Cenerini e Medusei. Una decisione che non è stata accolta dai militanti di CasaPound presenti in aula ad assistere al dibattito. Subito dopo il voto si sono registrati alcuni momenti di tensione, con urla provenienti dal pubblico e il presidente Piscopo che ha chiesto l’intervento degli agenti della Polizia municipale. La situazione è stata riportata alla calma e i militanti di destra hanno lasciato l’aula.

La bagarre ha però avuto uno strascico immediato. Gabriella Crovara e Marco Raffaelli, i consiglieri di opposizione più vicini all’area del pubblico, hanno chiesto a Piscopo di condannare quanto appena accaduto, riferendo che alcuni dei presenti avevano rivolto all’aula, con fare minaccioso, accuse nei confronti dei consiglieri, arrivando a definirli mandanti dell’attentato.

Esaurita la parentesi di tensione, il consiglio comunale è tornato all’ordine dei lavori. La mozione di Cenerini non è stata respinta nel merito: sarà comunque discussa in una delle prossime sedute, quando la Conferenza dei capigruppo deciderà di inserirla all’ordine del giorno. È probabile che ciò avvenga dopo la conclusione degli accertamenti sull’origine del rogo e sulle eventuali responsabilità per quanto accaduto alla Chiappa.

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