Provincia, vertenza sui differenziali stipendiali 2024: il Tribunale accoglie il ricorso dei lavoratori. Usb: “Ora serve una nuova regolamentazione”

Si chiude con la sentenza del Tribunale del Lavoro della Spezia e con la rinuncia dell’Ente a ricorrere in appello la vertenza sui differenziali stipendiali relativi all’annualità 2024 della contrattazione decentrata della Provincia. Il ricorso, presentato da un gruppo di lavoratori e sostenuto da Usb, è stato accolto dal giudice, che ha riconosciuto l’illegittimità della suddivisione delle graduatorie per settori interni dell’area di inquadramento.

La sentenza ha accertato il diritto dei ricorrenti a essere utilmente collocati nella graduatoria per l’assegnazione dei differenziali stipendiali per il 2024, disponendo la disapplicazione degli atti amministrativi in contrasto con quanto stabilito dal contratto nazionale. Secondo quanto riportato nella sentenza, infatti, l’amministrazione non avrebbe potuto utilizzare i settori interni dell’area di inquadramento per la ripartizione dei differenziali, anche se tale criterio era stato oggetto di intese con le parti sociali.

La vicenda si inserisce in una serie di vertenze che hanno interessato la contrattazione decentrata della Provincia per le annualità 2023 e 2024. Per il 2023, un precedente ricorso sostenuto da USB non era arrivato alla discussione nel merito per una questione procedurale e si era concluso con il rigetto formale. Per il 2024, invece, il Tribunale ha esaminato la questione e accolto le richieste dei lavoratori.

La sentenza è diventata definitiva dopo che, con la determina n. 891 del 21 agosto 2026, l’Amministrazione provinciale ha preso atto del provvedimento e rinunciato alla possibilità di proporre appello, dando mandato agli uffici di procedere con gli adempimenti necessari.

Ora, secondo Usb, dovranno essere reinseriti in graduatoria i lavoratori che hanno presentato ricorso. La conseguenza sarà però anche quella di rivedere le posizioni di altri dipendenti ai quali l’Amministrazione aveva già assegnato il differenziale stipendiale e la relativa remunerazione economica.

Per Fabio Carassale, componente Rsu Usb, la vicenda avrebbe potuto essere affrontata prima del ricorso al Tribunale. “Il ricorso al Tribunale del Lavoro non dovrebbe essere certamente la via ordinaria dove difendere i propri diritti, si dovrebbe riuscire a dialogare e trovare, al limite, anche una mediazione”, sostiene, sottolineando che le osservazioni e i tentativi di conciliazione avanzati nella fase preliminare erano stati respinti dall’Amministrazione.

“Ci sono voluti quindi due ricorsi, diverse udienze, vari incarichi legali e relative spese, due sentenze, per arrivare a constatare quello che poteva essere preso in considerazione sin da subito, ad inizio procedura, relativamente già all’annualità 2023”, aggiunge Carassale.

Il sindacato guarda ora alla contrattazione decentrata del 2026 e chiede di modificare le regole per i prossimi differenziali stipendiali, evitando di riproporre la metodologia utilizzata negli anni precedenti. Tra le proposte avanzate c’è l’estensione a quattro anni del requisito di mancata assegnazione del differenziale per poter partecipare al bando, così da ampliare la platea degli aventi diritto ed escludere contestualmente chi ha già ottenuto il passaggio nelle annualità 2023 e 2024.

USB chiede inoltre una proiezione delle risorse necessarie per distribuire i differenziali su quattro annualità consecutive, una maggiorazione del punteggio per il personale che non ottiene il differenziale da oltre sei anni e l’applicazione della maggiorazione economica prevista per gli iscritti agli albi professionali e per i titolari di abilitazione professionale.

La richiesta riguarda anche le progressioni verticali, sia ordinarie sia in deroga, che secondo il sindacato dovrebbero essere regolamentate nella parte normativa del contratto decentrato. Per quelle in deroga, Usb propone di riprendere la disciplina già utilizzata per il 2025. In vista della scadenza prevista al 31 dicembre 2026, viene inoltre chiesta una nuova verifica del limite dello 0,55% del monte salari del 2018, per accertare l’eventuale disponibilità di ulteriori margini operativi.

Infine, Carassale rivolge un ringraziamento pubblico all’avvocato Rino Tortorelli per l’impegno nella vertenza e, più in generale, nelle battaglie a difesa dei servizi pubblici e dei beni comuni.

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