Detriti sul litorale amegliese, l’amministrazione chiede che la Regione coordini un tavolo tecnico

“L’assessore Giampedrone ci ha comunicato la mancata attivazione dello stato di emergenza, ritenendo non sussistenti i requisiti previsti dalla normativa vigente”. Lo fanno sapere il sindaco di Ameglia, Umberto Galazzo, e l’assessore Nicolas Cervia con riferimento all’ingente accumulo di materiale legnoso e vegetale, depositatosi sulle spiagge e sulle scogliere del territorio comunale a seguito della piena del fiume Magra e della contestuale mareggiata del 21 agosto 2026. “L’assessore ha aggiunto che per una soluzione occorre predisporre misure strutturali ‘da intraprendersi in ambito provinciale da parte di tutti gli enti a vario titolo competenti, tra cui Autorità di bacino ed Ente Parco, con il necessario coordinamento della Provincia’ mentre la Regione, continua la nota, manifesta la disponibilità a fornire il supporto necessario per il tramite dell’Agenzia regionale ligure per i rifiuti”.

“Si tratta di un passaggio importante, pienamente coerente con le reiterate richieste che il Comune di Ameglia avanza da anni, finalizzate a superare la gestione emergenziale e a costruire una soluzione stabile e programmata”, chiariscono gli amministratori amegliesi che avevano disposto l’avvio delle operazioni di rimozione del materiale sottolineando il significativo impatto operativo ed economico sul territorio. “Nel dare riscontro alla nota dell’assessore, abbiamo chiesto che sia Regione Liguria ad assumere il ruolo di coordinamento di un tavolo tecnico-politico interistituzionale, con Arlir quale soggetto tecnico capofila, che coinvolga gli altri enti tra cui ovviamente il Comune di Ameglia, con convocazione urgente di una prima seduta”.




Galazzo e Cervia


 

Secondo Galazzo e Cervia “obbiettivo del tavolo dovrebbe essere definire un percorso strutturale e permanente per la gestione del materiale spiaggiato, affrontando in modo coordinato le cause del fenomeno, le modalità di intervento e la programmazione delle risorse necessarie. Chiediamo che questo problema sia affrontato seriamente una volta per tutte. Se ne è discusso anche troppo e crediamo che sia giunto il momento di passare ai fatti, coinvolgendo anche la Regione Toscana e la Provincia di Massa Carrara. Questi episodi si ripetono con sempre maggior frequenza e gravano esclusivamente sugli utenti di quei comuni costieri su cui il materiale va a depositarsi nonostante tale materiale provenga per la stragrande maggioranza da altri territori”.

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