Martedì 23 giugno alle 6 la nave della Ong Solidaire attraccherà a Calata Paita per lo sbarco di 43 migranti soccorsi nel Canale di Sicilia e provenienti prevalentemente da Paesi africani. Tra loro figurano anche donne e minori non accompagnati. Si tratterà del primo sbarco alla Spezia dopo l’entrata in vigore, lo scorso 12 giugno, del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, il pacchetto di norme con cui l’Unione Europea punta a uniformare e accelerare la gestione delle procedure migratorie, introducendo al tempo stesso nuovi meccanismi di cooperazione tra gli Stati membri.
Nei giorni scorsi si è svolta la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocata per coordinare le operazioni di accoglienza e assistenza. Al tavolo hanno preso parte le forze dell’ordine, la Capitaneria di porto, i Vigili del fuoco, l’Autorità di sistema portuale, il Comune della Spezia, la Protezione civile, la Sanità marittima e il 118, oltre ai rappresentanti di Caritas e Croce rossa che garantiranno il supporto umanitario durante le procedure di sbarco.
Come avvenuto nelle precedenti occasioni, Caritas sarà presente con i propri operatori e mediatori culturali per fornire assistenza alle persone accolte, distribuendo abiti di ricambio, generi di prima necessità e supporto nelle prime fasi successive all’arrivo.
Proprio sull’entrata in vigore delle nuove norme europee è intervenuto il direttore della Caritas diocesana, don Luca Palei, che ha spiegato come l’organizzazione stia seguendo con attenzione l’evoluzione del quadro normativo. “Monitoriamo con grande attenzione l’applicazione del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, anche attraverso il confronto costante con la Chiesa e con Caritas italiana. Per noi chi arriva non è mai un numero, ma una persona con una storia, un volto e un progetto di vita. Per questo continuiamo a impegnarci affinché ogni migrante possa trovare accoglienza, ascolto e accompagnamento nel proprio percorso”.
Palei ha sottolineato come la fase attuale richieda particolare attenzione anche dal punto di vista dell’informazione e dell’assistenza. “Siamo in un momento di cambiamento e vogliamo comprendere al meglio gli effetti delle nuove procedure per poter offrire il supporto più adeguato possibile, sia sul piano umano sia sotto il profilo legale e amministrativo. L’obiettivo è continuare ad aiutare le persone che arrivano sul nostro territorio a costruire un percorso positivo e a realizzare le aspettative che le hanno spinte a intraprendere questo viaggio”.
Il direttore della Caritas ha infine espresso l’auspicio che le nuove disposizioni possano tradursi in strumenti utili per favorire percorsi di integrazione e tutela. “Ci auguriamo che queste normative possano rappresentare un’opportunità in più per accompagnare i migranti nel loro cammino e per garantire procedure sempre più efficaci e rispettose della dignità delle persone”.
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