Campo in ferro, Legambiente: “La bonifica non risulta completata. E serve chiarezza sul futuro dell’area”

Legambiente La Spezia torna a chiedere trasparenza sul futuro di Campo in ferro, uno dei siti più delicati dal punto di vista ambientale del Golfo spezzino. L’associazione interviene dopo il recente dibattito sull’area innescato dalle parole pronunciate dall’assessore Cimino a Marola, sollecitando un confronto pubblico sullo stato degli interventi e sulle prospettive di riqualificazione.

Secondo Legambiente, a oltre vent’anni dalla scoperta della discarica all’interno dell’Arsenale, dalle informazioni attualmente disponibili non risulterebbe completata una bonifica integrale del sito attraverso la rimozione dei rifiuti. “Le procedure finora adottate risultano orientate alla messa in sicurezza e al controllo ambientale dell’area”, osserva l’associazione, sottolineando come questa situazione renda necessario “un confronto pubblico aperto sul destino definitivo del sito”.
Per gli ambientalisti il tema non può essere ridotto a una questione di definizioni tecniche. “Non si tratta di discutere se parlare di bonifica, messa in sicurezza o altre procedure”, afferma Legambiente, evidenziando come la domanda che continua a porsi la città sia un’altra: “Quale futuro è previsto per Campo in ferro e quali garanzie ambientali sono oggi disponibili per i cittadini?”.

L’associazione chiede quindi che vengano messi a disposizione della popolazione dati e documenti in modo chiaro e comprensibile. In particolare, Legambiente ritiene necessario rendere facilmente accessibili “gli esiti aggiornati delle caratterizzazioni ambientali, delle analisi di rischio, dei monitoraggi effettuati e delle decisioni assunte dalle autorità competenti”, accompagnando queste informazioni con “un cronoprogramma chiaro delle attività ancora da realizzare”.

Nel documento diffuso dall’associazione trova spazio anche una riflessione sul valore storico e naturalistico dell’area, che va oltre la questione della discarica. Legambiente ricorda infatti che Campo in ferro è uno dei luoghi più significativi della storia ambientale del Golfo della Spezia. Prima della realizzazione dell’Arsenale, ricordano gli ambientalisti, in quell’area era presente la Polla di Cadimare, una sorgente sottomarina di acqua dolce conosciuta e studiata da naturalisti e scienziati fin dal Settecento.

“La sorgente generava un vero e proprio affioramento di acqua dolce in superficie, tanto evidente da essere utilizzato storicamente anche dalle imbarcazioni che navigavano nel Golfo”, ricorda Legambiente, aggiungendo che per secoli la Polla ha rappresentato “un fenomeno naturale unico, parte integrante dell’identità ambientale e scientifica del territorio”. Le successive trasformazioni legate allo sviluppo dell’Arsenale hanno però cancellato questo patrimonio, che oggi “sopravvive soltanto nella memoria storica e nella letteratura scientifica”.

Per questo motivo l’associazione invita ad allargare il dibattito. “Campo in ferro non può essere considerato esclusivamente un sito contaminato”, sostiene Legambiente, secondo cui la discussione dovrebbe tenere conto anche del valore storico, ambientale e culturale del luogo. “La città ha il diritto di conoscere non soltanto come verrà gestita l’eredità della discarica, ma anche quale visione esista per la riqualificazione futura di un’area che un tempo ospitava uno dei fenomeni naturali più straordinari del nostro mare”.

Da qui l’appello conclusivo dell’associazione, che lega il tema della bonifica a quello della memoria e della rigenerazione urbana. “La Spezia non può permettersi di perdere due volte Campo in ferro: prima come patrimonio naturale e poi come occasione di trasparenza e rigenerazione ambientale”, conclude Legambiente.

The post Campo in ferro, Legambiente: “La bonifica non risulta completata. E serve chiarezza sul futuro dell’area” appeared first on Città della Spezia.

TRASMISSIONI

PODCAST

Intervista a Matteo Berrettini sul suo nuovo fidanzamento con Re Emanuela​