Ordigni bellici tra i rifiuti, il sindacato Siap: “Vogliamo chiarezza sulla provenienza”

A distanza di un mese e mezzo dal ritrovamento di alcuni ordigni bellici all’ecocompattatore delle Pianazze, interviene il sindacato di Polizia Siap di Genova che, dalla propria segreteria provinciale, cerca di tenere alta l’attenzione sul tema e chiede chiarimenti perché i rifiuti poi fatti brillare dagli artificieri potrebbero essere partiti dal capoluogo ligure. La segreteria provinciale del Siap di Genova ha infatti inviato una “richiesta formale di chiarimenti” alle autorità competenti di Genova e agli enti coinvolti.
L’oggetto della richiesta è il “Ritrovamento di ordigni esplosivi nelle ecoballe stoccate presso il centro di raccolta de Le Pianazze e richiesta urgente di chiarimenti in merito all’eventuale provenienza dall’impianto a Genova Bolzaneto”.
Nel comunicato, il sindacato afferma che, a seguito del ritrovamento dei residuati bellici all’interno di ecoballe di multimateriale conferite all’impianto della Spezia , “parrebbe possibile seppur non ancora accertato ufficialmente che parte del materiale trattato possa provenire dall’impianto di Via Sardorella a Genova”.
Il Siap sottolinea che non dà “per scontata alcuna provenienza” , ma chiede, “nell’interesse di tutti, che sia fatta una ricostruzione trasparente, completa e verificabile della filiera dei rifiuti, al fine di accertare se le ecoballe contenenti gli ordigni esplosivi possano essere riconducibili, anche solo parzialmente, al ciclo di lavorazione di Via Sardorella, ricostruire con certezza il percorso dei rifiuti compattati e conferiti e definire l’origine reale del materiale contenente gli ordigni”. Una simile ricostruzione, ribadisce il sindacato, è “essenziale sia per la sicurezza pubblica sia per la tutela del personale” e “non può basarsi su congetture: serve certezza assoluta”.
Il sindacato rinnova anche la denuncia sull’inadeguatezza della collocazione dell’impianto di Via Sardorella a Bolzaneto, situato “in pieno contesto abitativo e praticamente addossato al muro di cinta della caserma ‘Nino Bixio’ di Bolzaneto” , che ospita organi sensibili della Polizia di Stato (VI Reparto Mobile, Questura di Genova – uffici specialistici, e il Reparto Prevenzione Crimine Liguria).
A giudizio del Siap, “il ritrovamento di ordigni tra rifiuti presumibilmente urbani/indifferenziati comporta un salto di gravità notevole” e “la compattazione indiscriminata può nascondere materiali esplosivi”. Per questo, “il rischio non riguarda solo il sito di Le Pianazze, ma anche l’impianto di Via Sardorella, con ricadute sulla sicurezza dei lavoratori, dei residenti e degli edifici adiacenti”.
La segreteria provinciale Siap di Genova richiede urgentemente “una ricostruzione completa e verificabile della filiera dei rifiuti conferiti all’impianto di Le Pianazze, la verifica se parte del materiale provenga dall’impianto di Via Sardorella, eventuali ispezioni immediate sull’impianto per valutare sicurezza, correttezza operativa e responsabilità, la valutazione di una temporanea sospensione dei conferimenti fino all’eliminazione delle criticità, e l’informazione tempestiva al personale della Polizia di Stato e ai residenti su tutti i provvedimenti adottati”. Il SIAP infine rivendica “il diritto/dovere di trasparenza, tutela della sicurezza e dell’incolumità di lavoratori e cittadini”.

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