Manca soltanto la firma sulla risoluzione del contratto con il Cagliari, attesa tra oggi e domani, poi Guido Angelozzi potrà ufficialmente iniziare la sua terza avventura allo Spezia Calcio. Un ritorno costruito con pazienza dal club di via Melara, che ha atteso il dirigente siciliano fino alla seconda metà di giugno, individuandolo come profilo ideale per guidare la ripartenza dopo l’uscita di scena di Matteo Lovisa, altro candidato valutato nel finale di maggio. Nei giorni successivi al passo indietro del nuovo direttore sportivo del Sudtirol, il casting dello Spezia si era progressivamente ridotto a due nomi: da una parte l’esperienza e la conoscenza dell’ambiente di Angelozzi, dall’altra la candidatura dell’outsider Fabio Artico, capace di convincere Charlie Stillitano durante gli incontri avvenuti alla fine di maggio. Il dirigente piemontese non ha ancora ricevuto una comunicazione ufficiale sulla scelta finale, ma da qualche giorno aveva percepito una chiara inclinazione del club verso Angelozzi. Una direzione diventata ufficiosa nella serata di ieri, dopo essere stata già fortemente indirizzata nella giornata di lunedì, quando sono emersi i segnali di un accordo imminente tra Angelozzi e il Cagliari per la risoluzione del rapporto.
A convincere un profilo di questo spessore ad accettare una sfida in Serie C è stato soprattutto il progetto presentato nelle settimane di maggio da Charlie Stillitano. Dopo i lunghi confronti avuti con Thomas Roberts all’indomani della retrocessione e dopo un’attenta analisi dei pesanti costi di gestione del club, il proprietario e il presidente hanno definito una linea comune, illustrando ai candidati un piano di ricostruzione che non si limita esclusivamente alla prossima stagione.

I costi dello Spezia saranno quasi dimezzati rispetto al recente passato, ma questo non significa un ridimensionamento delle ambizioni. Al contrario, l’idea della proprietà è quella di costruire una squadra immediatamente competitiva per la vittoria del campionato. Non si è parlato a livello numerico di un budget per il mercato estivo: il concetto ribadito più volte da Stillitano durante i colloqui è stato un altro, estremamente chiaro. Due stagioni consecutive in Serie C non rappresentano uno scenario accettabile per la proprietà. La volontà di Roberts è dunque quella di riportare lo Spezia in Serie B già al primo tentativo, un obiettivo che fino a poche settimane fa non appariva affatto scontato e che, sulla carta, non è nemmeno così comune.
Si tratta di un segnale importante da parte del patron statunitense, una conferma della volontà di mantenere un impegno a lungo termine nei confronti del club. Lo Spezia di Roberts, presentato nella pancia del Picco circa quattordici mesi fa, non ha accantonato il progetto pluriennale delineato al momento del suo arrivo. L’orizzonte resta quello di riportare la società in Serie A nel minor tempo possibile. Parlare oggi della massima categoria può sembrare distante dalla realtà di una squadra appena retrocessa in Serie C, ma è un tema che continua ad essere presente nelle riflessioni della dirigenza americana. Roberts non rilancia con promesse irrealistiche, ma conferma il percorso immaginato un anno fa, quando lo Spezia si trovava realmente a un passo dalla Serie A, sfumata per una sola rete. Proprio la credibilità di questo progetto ha permesso allo Spezia di tenere aperti dialoghi con figure di alto profilo, professionisti che difficilmente avrebbero atteso fino all’ultimo una chiamata da un club di Serie C. Resta però inevitabile una riflessione sui tempi della scelta: la decisione definitiva è arrivata con notevole ritardo e la gestione dei rapporti con i candidati ha lasciato più di qualche zona d’ombra, con interlocutori spesso rimasti senza indicazioni chiare e aggiornati sugli sviluppi attraverso le notizie della stampa.
Dal primo luglio nascerà così un nuovo Spezia che, almeno sulla carta, avrà l’obiettivo dichiarato di vincere il campionato. La società ha già previsto un investimento economico per risolvere le situazioni contrattuali dei calciatori che non rientreranno nel nuovo progetto tecnico: un sacrificio finanziario considerato necessario per alleggerire l’organico, aumentare il margine di manovra e soprattutto garantire rapidità nelle operazioni di mercato, un aspetto che finora è mancato nella gestione della ripartenza. Ad Angelozzi, l’ultima volta presentato alla Spezia il 13 giugno 2018, potrebbe arrivare in città già all’inizio della prossima settimana, spetterà il compito più complesso: ricostruire uno Spezia reduce dalla delusione della retrocessione, restituendogli immediatamente una dimensione vincente. Una sfida che affascina il dirigente catanese, chiamato ancora una volta a lavorare in una piazza che in passato aveva contribuito a portare in paradiso e che oggi cerca una nuova strada per riavvicinarsi a quel sogno.
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