Droni che comunicano tra loro imitando il verso dei cetacei, sistemi che recuperano tracce genetiche nelle profondità marine, stazioni di ricarica laser negli abissi e materiali resistenti all’acqua marina. Nuova infornata di bandi di ricerca per il Polo nazionale della dimensione subacquea. Si tratta di nuovi campi di ricerca “unsolicited”, ovvero non stimolati direttamente dal centro di San Bartolomeo ma lasciati alla creatività di start up e centri di ricerca, che ancora una volta hanno proposto traiettorie affascinanti all’innovazione nell’ambito della dimensione subacquea, campo in cui l’Italia ha intenzione di diventare un punto di riferimento per gli anni a venire.
Tra i le proposte di ricerca più avveniristiche c’è Sea Chatters, un progetto di comunicazione subacquea “biomimetica”. Se già oggi si lavora per rendere un segnale sottomarino poco intercettabile e difficilmente comprensibile attraverso la crittografia, nel futuro si punta a rendere la probabilità di rilevamento “prossima allo zero”. L’idea che l’azienda spezzina BK srl svilupperà è quella di affidarsi a segnali acustici e ottici che “imitino fedelmente i suoni dei mammiferi marini o i pattern luminosi naturali per nascondere la presenza stessa della comunicazione nel rumore di fondo ambientale”. Un drone che si occupi, per esempio, di fare la guardia a un metanodotto sul fondale marino potrebbe così mandare informazioni sulla propria posizione imitando il verso di un delfino a un centro di controllo, senza rivelarla contemporaneamente a un’eventuale minaccia interessata a propria volta a non farsi individuare. Finanziato inizialmente per circa un milione di euro.

Altro bando che il Centro di supporto e sperimentazione navale della Marina Militare ha dato l’ok a finanziare per 1,8 milioni è Atlantis, proposto da Rina Consulting per sviluppare materiali e trattamenti per rivestire gli scafi dei droni in modo da aumentare l’autonomia tra una manutenzione e l’altra in un ambiente altamente impegnativo come quello marino tra la corrosione del sale, il biofouling e le variazioni di pressione. Si chiama invece Costa (Comunicazione Ottica per Sciami di roboT sottomArini) il progetto da 3,4 milioni di euro della Scuola superiore Sant’Anna in associazione temporanea d’impresa con Cubit scarl, Laran Business srl e Tecnav System srl per creare un sistema di comunicazione ottico a banda larga che superi “lo schema punto a punto” e permetta a più dispositivi di scambiarsi informazioni, con la possibilità di trasmettere immagini in superficie da grandi profondità.

Arriva a finanziamento anche il progetto Deep Light della start up SunCubes, premiata lo scorso febbraio in occasione del PNS Progress Meeting. Insieme alla spezzina Elsel srl, gli scienziati dell’azienda spin off del Politecnico di Milano vogliono creare e sperimentare stazioni di ricarica subacquea basate sulla tecnologia laser. Invece di riemergere periodicamente per fare il pieno di energia, i droni potrebbero rimanere sommersi per aumentare in questo caso l’autonomia e l’efficienza di impiego. Progetto questo che ha suscitato interesse anche oltreoceano. L’americana Nuburu Inc., attraverso la controllata Lyocon srl, ha firmato con SunCubes una lettera di intenti per sperimentare una delle porprie soluzioni a laser blu per ambienti sottomarini e subacquei, che potrebbe essere integrata in Deep Light. Il bando del PNS al momento vale circa mezzo milione di euro.

E’ infine legato direttamente all’area di test sottomarina che sorgerà al largo del Golfo della Spezia, attualmente in fase di progettazione da parte di Saipem, il bando Proteus AI ideato da Mywai srl insieme a Knowhedge srl, Immersea srl e Università Politecnica delle Marche. Lo scopo è creare una piattaforma di riconoscimento e osservazione del “dna ambientale” basato sull’intelligenza artificiale e applicabile alle missioni di sorveglianza sottomarina. Mywai srl, azienda con sede a Sestri Levante, si è inoltre aggiudicata la scorsa settimana una commessa dal Cssn per creare la piattaforma di IA per la validazione dei test che saranno svolti nel Mar Ligure a partire dal 2028. Tutti i bandi sono finanziati al momento per il primo lotto (di tre), al 50% dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
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