A Brugnato si concludono le celebrazioni del Corpus Domini

La solennità del Corpo e del Sangue del Signore, che si celebra oggi, è stata preparata dalle processioni cittadine con il Santissimo Sacramento che il vescovo Luigi Ernesto Palletti ha presieduto giovedì sera alla Spezia e ieri pomeriggio, sabato 6 giugno, a Sarzana. Questa sera, domenica 7 giugno, il ciclo delle celebrazioni nelle città vescovili si conclude a Brugnato, con inizio alle 21: lungo le strade della processione guidata dal vescovo è stata predisposta la tradizionale “Infiorata”, con tante immagini di devozione floreale a cura dei diversi rioni. Alla Spezia, giovedì scorso, la processione ha preso il via dalla chiesa parrocchiale di San Pietro a Mazzetta, dove sono stati cantati i Vespri, ed ha raggiunto la cattedrale di Cristo Re. Qui il vescovo ha preso la parola per sottolineare il significato e l’importanza del rito. «Anche quest’anno – ha detto monsignor Palletti – abbiamo compiuto il nostro tragitto nelle strade della città, ma soprattutto lo abbiamo fatto assieme al Signore Gesù, presente nel Santissimo Sacramento. È il cuore, è il tesoro più alto della Chiesa: è Lui stesso, che ci invita ad un incontro personale con Lui, che ci conosce per nome e che ci chiama per nome, ma nel contempo ci vuole insieme, in un unico popolo che cammina, e cammina dando testimonianza alla fede che Lui ha portato. Perché alla luce di quella fede l’uomo possa essere illuminato, redento, salvato, e così si possa giungere insieme alla pienezza del regno dei cieli”. Il vescovo ha così proseguito: “Il mistero dell’Eucaristia noi lo riceviamo proprio dal Signore Gesù: lo affida ai suoi apostoli, lo trasmettono loro attraverso i successori e giunge sino a noi, integro nella sua pienezza. È un mistero di alleanza: nell’Eucaristia si celebrano le nozze dell’Agnello. Dunque è un mistero di alleanza profonda, che viene reso presente sull’altare ogni volta che viene celebrata l’Eucaristia, ma nel contempo contiene la sua unicità: il Signore lo ha celebrato una volta per tutte proprio nel mistero pasquale di morte e di risurrezione. Noi siamo qui innanzitutto per adorarLo, perché ne riconosciamo la presenza. La fede ci dice che quello che vediamo non è più pane, ma è divenuto realmente corpo, sangue, anima e divinità del Nostro Signore Gesù Cristo”. “La Sua benedizione – ha concluso Palletti prima della benedizione – sia dunque ora veramente per ognuno di noi, per ogni nostro fratello e sorella, credenti e anche ancora in ricerca della verità, perché tutti possiamo giungere alla luce grande che è il mistero di Dio, di quel Figlio di Dio che si è fatto uomo per la nostra salvezza”. (Lorenza Benedetti)

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