Protesta dei lavoratori Elleuno sotto Palazzo civico: “Internalizzazioni senza garanzie: settanta persone lasciate nel limbo”

Voci, striscioni e rabbia composta, ma chiarissima: questo pomeriggio lo slargo di fronte a Palazzo civico è stato il punto di raccolta dei lavoratori della cooperativa Elleuno, quelli che ogni giorno entrano nelle case degli spezzini per l’assistenza domiciliare di Asl 5. Con loro anche operatori di altre cooperative impegnate in appalto presso enti pubblici. Tutti con la stessa paura: che la loro storia diventi la prossima.

A spiegare perché è Marzia Ilari, segretaria della Cgil Funzione Pubblica: “Quello che è successo in passato a Coopservice e che sta succedendo ora con la vertenza Elleuno potrebbe infatti accadere anche in futuro e coinvolgere altre realtà lavorative. Quando gli enti procedono con l’internalizzazione dei servizi, come nel caso di Asl con i servizi domiciliari, non viene applicata nessuna clausola sociale a tutela dei lavoratori delle cooperative alle quali non viene rinnovato l’appalto”.

La vertenza degli Oss di Coopservice, lunga e tormentata, ha fatto da segnale d’allarme. Adesso tocca a Elleuno: 70 lavoratori a cui, denuncia Ilari, è stato dato un preavviso minimo. “Da settembre a gennaio. E non è certo semplice per 70 persone ricollocarsi in tre mesi. Ieri a Genova siamo almeno stati ascoltati dai capigruppo in Regione, mentre con la terza commissione consiliare spezzina abbiamo trovato solo porte chiuse. Ma non ci fermeremo, continueremo la battaglia insieme ai lavoratori di Elleuno e di tutte le altre cooperative che dovessero trovarsi in questa condizione”.

Presidio dei lavoratori di Elleuno

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