Il governo degli Stati Uniti ha chiuso anzitempo il programma Constellation di acquisizione di nuove fregate, sulla base delle Fremm, assegnato nel 2020 a Marinette Marine, controllata di Fincantieri. Lo ha annunciato nelle scorse ore John C. Phelan, segretario alla Marina dell’amministrazione Trump, con un video condiviso su X. “Ho fatto chiarezza dal primo giorno: non spenderò un singolo dollaro che non rinforzi la nostra prontezza o la nostra abilità di vincere – ha dichiarato Phelan -. Per mantenere questa promessa, stiamo ridisegnando la nostra flotta, lavorando con l’industria per consegnare un vantaggio nel combattimento, a iniziare da uno scostamento strategico dal programma per le fregate classe Constellation”.
Tra i motivi del disimpegno viene citata la necessità di “far crescere la flotta più velocemente per affrontare le minacce di domani”. Delle sei fregate già contrattualizzate, su un totale di dieci sotto opzione, solo due saranno dunque completate. “La Marina degli Stati Uniti e il corpo dei Marines sono pronti a combattere e vincere oggi. Prendendo queste coraggiose, necessarie e finanziariamente responsabili decisioni ci garantiremo di vincere le battaglie di domani”, ha detto nel suo discorso il rappresentante dell’ex Dipartimento della Difesa, ribattezzato Dipartimento di Guerra sotto l’amministrazione Trump. Phelan ha poi rassicurato sulla continuità di occupazione per il cantiere del Winsconsin.
Secondo Fincantieri, con la “ridefinizione” del programma Constellation “il gruppo consolida la propria partnership strategica con la US Navy, confermandosi protagonista nella definizione del futuro della difesa navale degli Stati Uniti, grazie a capacità industriali avanzate e investimenti di lungo termine”, recita una nota dell’azienda arrivata a stretto giro di posta. Il gruppo italiano annuncia che “contribuirà alla realizzazione di nuove classi di unità navali”. Sarebbero infatti previsti nuovi ordini “per la costruzione di unità in segmenti che rispondono al meglio agli interessi immediati del Paese e al rilancio della cantieristica navale statunitense, come le navi rompighiaccio, le operazioni anfibie e le missioni speciali”. L’intesa prevede inoltre un indennizzo a favore di Fincantieri Marine Group, “tramite specifiche misure di compensazione”.
“Mentre la Marina si prepara a nuove tipologie di unità, siamo pronti a supportare le sue esigenze in evoluzione, facendo leva sulla forza delle nostre strutture americane e sull’esperienza maturata. I nostri investimenti nei cantieri statunitensi sono la prova della nostra visione di lungo termine: essere un punto di riferimento per l’industria navale americana e un motore per sostenere la rinascita della cantieristica nazionale”, ha affermato George Moutafis, ad di FMG. Negli ultimi anni, Fincantieri ha investito oltre 800 milioni di dollari nei suoi quattro cantieri americani – Marinette, Green Bay, Sturgeon Bay e Jacksonville – e impiega attualmente circa 3.750 lavoratori altamente specializzatinegli Stati Uniti.