Il Pride attraversa la città tra lotta politica e festa: “Contro un sistema di guerra in cui l’Ai ci controlla”

“Preoccupatevi degli uomini che si uccidono tra loro, non di quelli che si amano” recita il cartello di uno dei circa cinquemila partecipanti, stima degli organizzatori, al La Spezia Pride 2026. Una marea colorata è tornata a invadere la città per la manifestazione dei diritti Lgbtq+, ogni anno sempre più partecipata. La sfilata è partita a metà pomeriggio da Piazza Brin con destinazione i Giardini Pubblici attraverso Corso Cavour.

“Il claim che abbiamo scelto quest’anno è ‘Rivol Tanti’, per riappropriarci di un insulto che come comunità riceviamo continuamente – dice Valentina Bianchini, presidente di Raot–Arcigay La Spezia -. Vogliamo essere bug in un sistema di guerre in cui l’intelligenza artificiale ci controlla e decide la vita e la morte di intere popolazioni”. Gli organizzatori sottolineano la natura ‘politica’ e ‘dal basso’ della manifestazione che ‘non si rassegna e non si anestetizza in visioni brillantinose e rainbow, non propone una fuga dalla complessità del presente, ma una presa di posizione dentro di essa’.

Oltre a Rete Anti Omofobia e Transfobia, tra gli organizzatori anche Arci, Cgil, Amnesty International, Uaar, Circolo di documentazione Aldo Mieli, Trecento60 Arcigay Massa Carrara, Uisp, Uds, Articolo 17 e Anpi. “Una bella piazza oggi alla Spezia, che non si sente a suo agio nel grigiore della giunta Peracchini e del governo Meloni e che chiede una società libera dallo sfruttamento e dall’oppressione”, sottolinea Jacopo Ricciardi, segretario regionale ligure di Rifondazione Comunista dal corteo. Questa sera festa al Pin con il  Pride Village per gli interventi conclusivi che lasceranno spazio a musica e performance.

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