Nel panorama nazionale segnato da aumenti quasi ovunque per le tariffe di raccolta e smaltimento dei rifiuti, la Liguria conferma andamenti molto differenziati tra i suoi quattro capoluoghi. E dentro questa fotografia, che mette prende come riferimento il costo sostenuto da una famiglia tipo composta da 3 persone e una casa di proprietà di 100 metri quadri, La Spezia emerge ancora una volta come il capoluogo ligure meno costoso e quello più avanzato nella raccolta differenziata. Risultati che il nuovo Rapporto 2025 dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva mette in chiaro, delineando una regione che procede a due velocità: il prezzo della tariffa tipo pone La Spezia al decimo posto tra i capoluoghi più economici, mentre Genova è al terzo posto di quelli più costosi.
Se in Italia la spesa media per la gestione dei rifiuti delle utenze domestiche prese in esame raggiunge i 340 euro (+3,3% rispetto al 2024), la Liguria si colloca sopra la media nazionale con 370 euro (+2,9%). Alla Spezia la tariffa è di 242 euro a famiglia, con un incremento contenuto dell’1,1% e un divario marcato rispetto agli altri capoluoghi liguri: Imperia segue a distanza con 319 euro, Savona sale a 409 euro e Genova supera i 500 arrivando a 509 euro, registrando un aumento dell’1,5%.
Anche sui quantitativi prodotti e sulla qualità della raccolta differenziata i quattro capoluoghi mostrano profili molto diversi. E ancora una volta la municipalità spezzina è la migliore. Con 583,1 kg di rifiuti pro capite è tra le più produttive, ma compensa con una differenziata che tocca l’81,4%, la quota più alta dell’intera regione. Imperia si mantiene su buoni livelli con il 66,5%, mentre Genova e Savona restano indietro, fermandosi rispettivamente al 46,1% e al 42%.
La forbice si allarga anche considerando la produzione dei rifiuti: Genova registra 498,8 kg pro capite, Savona 532,3 kg e Imperia 464,3. La media regionale si attesta a 533,2 kg, con una differenziata complessiva del 58,3%, lontana dai livelli dei territori del Nord più performanti ma trainata proprio dai risultati della Spezia.
Nel confronto interno alla Liguria il divario economico tra Spezia e Genova supera i 250 euro a famiglia, mentre quello sulla differenziata sfiora i 40 punti percentuali. Una distanza che, almeno per ora, non accenna a ridursi.