Sciopero generale del 29 maggio, Cub Trasporti aderisce: possibili disagi per tutta la giornata nel trasporto pubblico spezzino

Sciopero generale del trasporto pubblico locale alla Spezia: disagi previsti per venerdì 29 maggio. L’astensione dal lavoro, della durata di 24 ore, è stata proclamata dalla Cub Trasporti e coinvolgerà il personale di Atc Esercizio, la società che gestisce il servizio di mobilità urbana e interurbana nella provincia della Spezia e nei collegamenti con Aulla e Carrara.
Come previsto dalla legge sulla regolamentazione degli scioperi nei servizi pubblici essenziali, l’azienda ha individuato le consuete fasce di garanzia durante le quali il servizio sarà assicurato. I bus circoleranno regolarmente nella fascia mattutina dalle 6 alle 9 e nel pomeriggio dalle 17 alle 20, a tutela delle esigenze dei pendolari e dell’utenza.

Al di fuori di tali finestre orarie, il personale viaggiante e amministrativo, compresi gli addetti alle biglietterie, potrà aderire allo sciopero per l’intero turno di lavoro. Atc segnala inoltre che, al termine delle fasce di astensione e alla ripresa delle attività, potranno verificarsi ritardi e disservizi, dovuti ai tempi tecnici necessari per il rientro in servizio del personale e la ripresa della piena operatività.
Per una valutazione dell’impatto atteso, l’azienda ricorda che l’ultimo sciopero provinciale indetto dalla stessa organizzazione sindacale aveva registrato un’adesione pari al 40,83 per cento del personale in servizio. Informazioni aggiornate sul servizio saranno disponibili attraverso il call center aziendale e i canali ufficiali di Atc Esercizio.

La mobilitazione è promossa “contro la guerra, l’economia di guerra e l’aumento delle spese militari; per la pace, a partire dal Medio Oriente e dall’Europa, e per gli investimenti su sanità, scuola, trasporti e welfare, il cui peggioramento approfondisce le disuguaglianze e la povertà. Contro lo sfruttamento sul lavoro, la precarietà e il mancato adeguamento delle retribuzioni dei lavoratori del settore pubblico e privato; per forti aumenti dei salari e delle pensioni, per l’approvazione di un salario minimo non inferiore a 12 euro l’ora e per la reintroduzione di un meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni al costo della vita”.
Citata anche la contrarietà “al genocidio in Palestina, la fornitura di armi a Israele e l’assenza di un intervento concreto per dissociarsi dai crimini perpetrati dal governo di Israele in Palestina e Libano, nonché da quelli degli Usa in Venezuela e a Cuba; per il sostegno alla missione della nuova Flotilla e la tutela dei volontari; per le sanzioni e la rottura delle relazioni diplomatiche e commerciali con Israele e Usa”.
E infine, “contro le politiche repressive dei diversi decreti sicurezza” e “l’assenza di politiche industriali capaci di affrontare le transizioni in corso e di superare la fase di forte conflittualità, innescando processi di deindustrializzazione e sfruttamento”.

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