Atc, l’allarme di Faisa-Cisal: “Autisti in fuga verso le aziende private, il trasporto pubblico è diventato un caso nazionale”

“Nel panorama del trasporto pubblico locale italiano succede di tutto, ma quello che sta accadendo alla Spezia rischia di diventare un caso di studio nazionale”.
A lanciare l’allarme è la segreteria provinciale di Faisa-Cisal, che fotografa una situazione paradossale e preoccupante: un vero e proprio esodo di autisti che rassegnano le dimissioni da Atc Esercizio, azienda pubblica in-house, per andare a lavorare nelle aziende private in subappalto. Una dinamica al contrario rispetto alla normale attrattività del posto pubblico.
“Le ragioni di questa fuga di massa non vanno cercate lontano, oltre al già basso livello salariale complessivo, c’è il tema delle condizioni di lavoro a cui il personale è sottoposto da troppo tempo. I turni e le linee sono descritti come sempre più pesanti, sia in inverno che in estate. A questo – afferma il sindacato – si aggiunge una cronica carenza di organico che costringe i conducenti a coprire il servizio attraverso turni di straordinario continui e ripetuti rientri nei giorni di riposo”.

La situazione diventa ancora più critica con riferimento ai neoassunti, con il risultato di bandi di assunzione ormai quasi deserti a causa del fatto che i nuovi assunti devono rimanere in condizione di “disponibilità” per un periodo continuativo che va dai 18 ai 24 mesi. “Questo significa vedersi assegnare il turno di lavoro il giorno precedente alla prestazione lavorativa rendendo impossibile organizzare minimamente la propria vita privata e familiare per quasi due anni”, spiega la Faisa-Cisal.
Già sei mesi fa il sindacato era intervenuto pubblicamente per denunciare lo stato delle cose, ma da allora nulla è cambiato e quindi Faisa-Cisal ha inviato una lettera formale ad Atc Esercizio chiedendo interventi immediati per restituire condizioni di lavoro dignitose per il personale, in particolare quello neo assunto. “Richiesta che se non verrà presa in considerazione porterà a procedere per tutelare i lavoratori in tutte le sedi competenti”, fanno sapere da Faisa-Cisal.
Il sindacato confida che il miglioramento, se attuato, possa “rendere più attrattivo il lavoro in Atc portando nuovi candidati nei bandi di concorso, considerando che anche i tentativi di trovare nuovi autisti tramite uno specifico progetto di formazione, che in passato ha permesso a 8 persone di acquisire le patenti superiori gratuitamente, ad oggi non ha dato i frutti sperati: di quei lavoratori, oggi ne sono rimasti in servizio soltanto 3. Tutti gli altri si sono già dimessi”.

Altro nodo cruciale è quello del ricorso massiccio alle esternalizzazioni.
“Alla Spezia il subappalto ha raggiunto la cifra record del 30%, la percentuale più alta di tutta la Liguria, ben oltre il 10% imposto dalla legge. Una scelta strategica che ha mostrato tragici esiti sulla qualità del lavoro e del servizio offerto all’utenza negli ultimi tempi, tra disagi e corse saltate. Il futuro prossimo non promette nulla di buono, visto anche l’alto numero di autisti che nei prossimi mesi raggiungerà l’età pensionabile. Anche su questo fronte è scontro aperto tra sindacato e vertici aziendali.
Regione Liguria, con l’obiettivo di efficientare i conti delle aziende liguri, ha stanziato risorse per un apposito “fondino” destinato a favorire uno scivolo pensionistico per chi si trova a due anni dal traguardo e promuovere il ricambio generazionale. Atc ha tuttavia dichiarato di non essere interessata alla misura, preferendo incentivare gli autisti a rimanere in servizio per altri 6 o 12 mesi oltre all’età pensionabile. Una politica gestionale che non condividiamo poiché, anziché affrontare il problema con una visione di medio lungo periodo, sposta solo in avanti invece di risolverlo”, concludono dalla segreteria della Faisa-Cisal.

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