In considerazione della particolare attenzione rivolta al fenomeno delle truffe telefoniche, spesso perpetrate ingenerando nelle vittime il timore di pericoli inesistenti o il falso convincimento di dover aiutare un familiare in difficoltà, la Questura della Spezia ha intensificato i servizi di controllo del territorio per fornire una immediata risposta alle segnalazioni. E sul solco di questa impostazione, la Squadra Mobile spezzina ha preso di mira alcuni soggetti, giunti in città nella mattinata di lunedì a bordo di un autoveicolo. Sulla base degli elementi raccolti e del fondato sospetto che i due occupanti del veicolo, un uomo e una donna di origine campana, potessero aver commesso alcune truffe, nonostante in quel momento non fossero ancora pervenute segnalazioni al numero di emergenza 112, il mezzo veniva fatto controllare da personale della Polizia Stradale, nella provincia di Arezzo.
Nel corso dell’accertamento, i soggetti, successivamente denunciati a piede libero, sono stati trovati in possesso di numerosi oggetti preziosi, dei quali non hanno saputo giustificare la provenienza. I successivi approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare che parte dei monili rinvenuti e sequestrati costituivano il provento di una truffa consumata in quella stessa giornata nel capoluogo spezzino ai danni di una donna, raggirata mediante la tecnica del cosiddetto “finto Carabiniere”. Negli uffici della Squadra Mobile restano disponibili, inoltre, le immagini di ulteriori oggetti preziosi attinenti a reati contro il patrimonio perpetrati il 27 aprile, così da consentirne il riconoscimento da parte di possibili ulteriori vittime di analoghi reati. La Polizia di Stato invita ancora una volta la cittadinanza a segnalare tempestivamente al numero di emergenza 112 eventuali episodi sospetti o di truffa, nonché a formalizzare denuncia presso i competenti uffici, al fine di agevolare l’attività investigativa e prevenire ulteriori condotte criminali.