Azione si rilancia, Calenda: “Pronti a ragionare con una sinistra riformista per le amministrative 2027”

Rinnova gli organi provinciali, prepara la campagna di tesseramento e schiera il segretario nazionale Carlo Calenda. Tutto in pochi giorni per Azione, partito centrista e liberale che prova a cambiare marcia alla Spezia e provincia e guarda con attenzione alle elezioni amministrative del 2027. “Alla Spezia abbiamo avuto difficoltà in passato, ora ci siano strutturati e faremo quello per cui siamo nati, ovvero cercare di avere amministrazioni riformiste, pragmatiche e non ideologiche. Soprattutto in una città come questa che ha un patrimonio industriale fondamentale e che affronta un’opportunità di natura logistica e produttiva. Non abbiamo alcuna preclusione che non sia quella di aver a che fare con persone europeiste e democratiche, che abbiano un progetto in cui tema il economico sia determinante”, ha detto questa mattina Calenda nel corso di una conferenza stampa.

Accanto a lui il segretario provinciale Stefano Leccese, 44enne consulente finanziario, eletto pochi giorni fa all’unanimità alla presenza del segretario regionale Massimo Musso. Il partito ha attirato in poco tempo personalità di primo piano come l’ex senatore Lorenzo Forcieri, l’ex assessore Luca Erba e soprattutto il segretario dell’ente camerale Enrico Casarino. “La maggior parte delle persone che compongono il nostro partito vengono dalla società civile, sono abituate a parlare con gli altri e questo è ciò che deve fare la politica locale – sottolinea Leccese -. Non ci sarebbe benessere senza un tessuto produttivo strutturato. Tra le sfide che la città dovrà affrontare c’è l’area ex Enel, che ha gli occhi di molti player puntati addosso; il legame storico con l’industria della difesa che è in piena crescita tra Leonardo, Fincantieri e Mbda che garantiscono la sicurezza del Paese e lavoro per tante famiglie spezzine. E poi c’è una nautica che chiede spazi, la logistica portuale della cui importanza ci siamo resi conto durante la pandemia Covid”.

Carlo Calenda e Stefano Leccese

 

La Spezia è la prima tappa della giornata ligure di Calenda per presentare il suo libro Difendere la liberà – L’ora dell’Europa (edizioni Piemme). “Per la prima volta nella storia, dal 1945 a oggi, Stati Uniti, Cina e Russia hanno uno scopo comune che è disarticolare l’Europa per sottomettere economicamente i suoi singoli Paesi. Questa è una cosa con cui non facciamo i conti”, dice Calenda introducendo la tesi di base del suo scritto, di cui parlerà con Silvia Salis a Genova nel pomeriggio. “Credo che la destra ligure si sia un po’ avvitata su sé stessa. In passato ho apprezzato Bucci, che è stato un buon amministratore, ma il potere a volte può dare alla testa e mi pare sia successo proprio questo. A Genova abbiamo sostenuto Silvia Salis e credo stia facendo un buon lavoro con un’alleanza complessa. Però nelle città non si decide se mandare le armi all’Ucraina o se creare un esercito europeo. Bisogna far funzionare bene le città stesse. Per noi quindi è tutta un’altra prospettiva. Credo si debba lavorare con un centrosinistra riformista, a patto che sia riformista e non si faccia prendere la mano dalla parte più ideologica”.

Carlo Calenda

 

Il concetto calato nello scenario locale è chiaro. “Per esempio, alla Spezia sarebbe un disastro non sostenere un settore della difesa che è un grande patrimonio per l’Italia – dice Calenda -. Qui si producono tra gli altri i missili Aster con funzione antimissile, di cui l’Europa avrebbe grande bisogno. Se ne producono duecento l’anno in tutto il continente quando gli ucraini che usano duecento in quattro giorni per contrastare gli attacchi russi. Stiamo parlando di armi difensive”. In ottica amministrative 2027 il messaggio. “Ci sono aspetti su cui sono molto interessato a capire cosa il centrosinistra ne pensi. Saranno dirimenti. Oggi abbiamo una struttura che ci consente di svolgere un ruolo in maniera piena e consapevole. Nessuna preclusione, basta che ci facciano sapere cosa vogliono fare della Spezia”.

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