Ancora violenza nel carcere della Spezia. Un detenuto ha aggredito sei agenti della polizia penitenziaria nel pomeriggio di ieri, intorno alle 16, all’interno della casa circondariale di Villa Andreino. Tutti i poliziotti sono rimasti feriti e sono stati trasportati al pronto soccorso. Secondo quanto ricostruito, l’uomo – già noto per precedenti episodi di aggressione – era appena rientrato da un’udienza al Tribunale di Savona. Una volta riportato in istituto, avrebbe chiesto di essere assegnato a un piano detentivo diverso da quello previsto. Al rifiuto dell’agente in servizio, avrebbe reagito con violenza, colpendolo al volto. L’aggressione, però, non si è fermata lì. Anche i colleghi intervenuti per contenere la situazione sarebbero stati a loro volta colpiti. Il bilancio finale parla di sei agenti feriti, alcuni dei quali trasportati d’urgenza in ospedale per le cure del caso.
A denunciare l’accaduto è il sindacato UIL FPL Polizia Penitenziaria, che parla di un episodio gravissimo e di una situazione ormai fuori controllo all’interno della struttura spezzina. “È inaccettabile – afferma il segretario regionale Fabio Pagani – siamo di fronte all’ennesimo episodio che dimostra come la situazione sia ormai fuori controllo. Il carcere della Spezia è una bomba pronta a esplodere”. Il sindacato punta il dito anche su quanto accaduto dopo l’aggressione. “Di fronte a sei servitori dello Stato feriti – prosegue Pagani – non risultano provvedimenti immediati nei confronti dell’aggressore. Nessun isolamento cautelare, nessun segnale concreto: sarebbe rientrato tranquillamente nella sua cella”. Parole dure anche sulla gestione dell’istituto. “Direzione e comando appaiono incapaci di garantire ordine e sicurezza. Senza un cambio immediato ai vertici, il collasso è inevitabile”.
Da qui l’appello alle istituzioni competenti, in particolare al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Provveditorato regionale. “Il personale è allo stremo – conclude il sindacato – costretto a lavorare in condizioni difficilissime, esposto ogni giorno a rischi crescenti. Serve un intervento immediato, prima che la situazione degeneri ulteriormente”.