Porto Venere, il comitato “Il Frastaglio”: “Difendiamo il patrimonio pubblico. No alla sua svendita, sì alla salvaguardia della sua unicità”

“Ci chiamiamo Comitato “Il Frastaglio” perché, con questo nome, intriso di disprezzo e di superficialità, un sindaco, venuto tristemente alla ribalta delle cronache nazionali per malaffare, ha tentato di alienare, per 40 denari, (44.400 euro!) la porzione terminale di Via Alberto Colonna, il carugetto, facente parte dell’impianto urbanistico originario di Porto Venere, risalente al XII secolo. Ed è stato fermato dalla Soprintendenza in 24 ore.
Noi ci siamo accollati il nome e il peso del suo disprezzo, in difesa della nostra Storia millenaria.
Qualcuno, prima di lui, aveva tentato di vendere Fontana di Trevi e tutta l’Italia si sbudella dalle risate ancora oggi.
Nel finale, non è andata bene né all’uno né all’altro.
Dopo Via Colonna è stata la volta della Crocetta, dalla cui vendita, con una raccolta di firme e, ancora una volta, con la richiesta di intervento delle autorità competenti, si è riusciti a scorporare la piana di ulivi secolari scolpiti dal vento; quindi, è stata la volta della cessione della porzione ancora pubblica della Torre Capitolare e delle ex scuole comunali “Michela Ravecca”. All’interno delle ex scuole, oggi sotto sequestro, per evidenti motivi di sospetta turbativa d’ asta, è tombato l’ archivio storico di Porto Venere, con documenti risalenti al XIV secolo; l’ edificio non è stato venduto solo in virtù del fregio, raffigurante San Giorgio che uccide il drago, ma battuto all’asta per il tempo minimo indispensabile: 48 anni rinnovabili. Di fatto: un’ alienazione.
Le sale dell’Ostello, del Centro Congressi, insieme a quelle dell’Archivio diventeranno suites per il vicino Grand Hotel e non saranno più disponibili per ospitare ragazzi e scolaresche da tutto il mondo, né convegni, utili a far circolare un’ immagine di Porto Venere meno turistica e più autentica.
Correvano gli anni 2022 e 2023, quando, in qualità di cittadini nativi, ci siamo ribellati a tanta deplorevole mancanza di rispetto per l’ ennesima perdita di patrimonio pubblico e abbiamo inoltrato un Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, perché intervenisse per annullare la delibera n. 32 e tutti gli atti ad essa susseguiti, affinché il bando con cui sono state cedute le ex scuole, considerato viziato dai nostri legali, venisse annullato. Dopo tre anni di incertezza,
la vicenda che ci ha coinvolti, in difesa del nostro patrimonio storico, culturale, identitario e affettivo, ha avuto un epilogo positivo, nei confronti del Comune di Porto Venere, che pretendeva di addossare su noi l’intera spesa della procedura giudiziaria innanzi al TAR, con un atteggiamento punitivo ed arrogante, confidando che la discussione in Tribunale portasse alla condanna delle spese in capo ai cittadini.
Infatti, su precisa richiesta del Comune di Porto Venere, l’ 8 febbraio 2023, il ricorso era stato trasferito innanzi al TAR Liguria, che, il 19 marzo 2026, con una  sentenza illuminata, ha confermato la correttezza delle istanze dei nostri legali, riconoscendoci il  pieno diritto alla declaratoria di interesse, pur nella rinuncia alla prosecuzione del ricorso.
La sentenza ha confermato pienamente la nostra richiesta di compensazione delle spese, smentendo, di fatto ed in diritto, le pretese del Comune di Porto Venere.
Ci siamo trovati, pertanto, di fronte ad un comportamento miserabile dello stesso, che ha denotato tanta pochezza e un atteggiamento inutilmente vessatorio, nei confronti di cittadini che, con la loro azione disinteressata, hanno manifestato l’intenzione di difendere un patrimonio immobiliare che ha segnato il corso della vita di tantissimi di loro, oltre ad essere un luogo pienamente funzionale a garantire sia qualità che ritorni economici, data la sua destinazione a pubblico Ostello, a Centro Congressi del Parco Naturale Regionale di Porto Venere e ad Archivio storico del Comune.
Siamo convinti che questa vicenda paradossale, quella di un comune che intende “farla pagare” a chi si oppone a piani di alienazione del proprio patrimonio pubblico, possa indurre altri amministratori a comportamenti più ragionevoli e rispettosi del pensiero altrui.
Porto Venere è un sito UNESCO, un patrimonio mondiale da salvaguardare, con una vision culturale, artistica e paesaggistica.
La tutela delle nostre tradizioni, delle nostre radici, del modo di vivere, tra i nostri carugi, è una delle motivazioni di questo nostro “essere” sito UNESCO.
Il nostro modo di essere, nel contesto storico/paesaggistico va tutelato, non svenduto, con salvaguardia della sua unicità.
Stiamo perdendo la nostra anima, per motivi economici, in balia di cessioni dettate dal migliore offerente. È questa la cifra della modernità? Non siamo contro il progresso, ma contrari allo sfruttamento indiscriminato, che nel cambio, non offre nulla per i residenti.
Restiamo fieri della difesa delle nostre radici e del patrimonio pubblico, che difendiamo e difenderemo per le generazioni future e ci auguriamo che, anche in altri cittadini, si possa risvegliare lo stesso sentimento di orgoglio identitario, affinché le cose che hanno un prezzo si inginocchino di fronte a quelle che hanno un valore!”.
Comitato “Il Frastaglio” di Porto Venere 

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