“Il sistema economico che rappresentiamo, pilastro della realtà imprenditoriale locale, si regge su una rete di settori che, operando in stretta sinergia, hanno determinato lo sviluppo e la prosperità della provincia. Questa collaborazione, concreta e strategica, ha consentito alle aziende del territorio di conquistare riconoscimenti internazionali in modo inequivocabile. Come cluster portuale abbiamo letto le dichiarazioni del cavalier Massimo Perotti che, pur sottolineando legittime esigenze e la necessità di nuovi spazi produttivi per la nautica che è in costante crescita, pare rivendicare spazi oggi occupati da altre attività produttive, prima fra tutte la logistica e la portualità, comparti economici che oggi riteniamo siano essenziali per l’economia locale e nazionale”. Così i presidenti delle associazioni degli Spedizionieri, Sandro Bucchioni, degli Agenti marittimi, Andrea Fontana, e dei Doganalisti, Sergio Landolfi, intervengono a commento delle dichiarazioni rese nei giorni scorsi dal presidente di Sanlorenzo rispetto alla sete di aree che sta attanagliando il settore della nautica da diporto, il cui sviluppo negli ultimi anni sembra non conoscere rallentamenti.
“Il nodo delle aree è e resta centrale da decenni, a partire da quelle ex Enel, ma non può e non deve essere gestito penalizzando settori strategici che, dati ufficiali alla mano, continuano a produrre occupazione diretta e indiretta e a far crescere il prodotto interno lordo. Settori nei quali sono previsti forti investimenti di privati, sia economici che di personale altamente qualificato.
La presenza del Miglio blu e delle strutture d’eccellenza per la nautica dimostrano la lungimiranza degli imprenditori che hanno investito sul nostro territorio, delle amministrazioni locali e dell’Autorità di sistema portuale, che con strategie mirate e un lavoro integrato hanno dato attuazione a un modello di sviluppo fissato dal Piano regolatore portuale, trasformando radicalmente e in meglio la linea costiera.
Questo percorso – proseguono Bucchioni, Fontana e Landolfi – non solo ha rispettato, ma ha rafforzato gli obiettivi di crescita, proiettando il territorio verso risultati di eccellenza ed evidenziando il ruolo di protagonista nel settore portuale e nautico a livello nazionale e internazionale. Il Piano regolatore portuale ha saputo integrare in modo armonioso nautica, portualità, logistica e turismo crocieristico, creando un modello virtuoso e all’avanguardia”.
“Un utilizzo più efficace degli spazi liberi da concessione demaniale, ancora sottoutilizzati, deve essere affrontato con decisione e responsabilità a livello nazionale, una volta per tutte. Serve un’azione congiunta delle forze politiche e istituzionali. È essenziale poi ricordare che le aree dedicate a nautica e logistica sono soggette a concessioni demaniali pluriennali, basate su criteri certi legati agli investimenti e all’occupazione garantita. Se davvero esistono aree destinabili a usi diversi da quello militare, dibattito per altro attuale da anni, è doveroso chiedere con forza l’apertura di tavoli di confronto con i ministeri competenti, parlando tutti con una sola voce. La chiarezza è un dovere, non una scelta. È indispensabile – concludono i presidenti delle associazioni della comunità portuale – affrontare le questioni relative alle aree con spirito di collaborazione e senso di responsabilità collettiva; soluzioni parziali o che danneggiano altri settori riteniamo non siano auspicabili per nessuno. Basta divisioni: servono proposte serie e condivise per supportare la crescita e lo sviluppo di settori produttivi indispensabili alla crescita e allo sviluppo del nostro territorio”.