Ospite di Bluetook, in onda ogni settimana su Rlv – la radio a colori, il presidente di Cna Liguria, Gianluca Gattini. Con lui il conduttore del format radiofonico Matteo Cantile si è soffermato sui temi del mare, direttamente rilevanti per gli artigiani e per le imprese associate all’associazione di categoria rappresentata. Molte di queste, che magari non sono cantieri, operano infatti nella filiera della cosiddetta blue economy, dove svolgono un ruolo fondamentale e da cui traggono il proprio sostentamento. “Normalmente la blue economy viene associata alle imprese medio-grandi, come i cantieri e tutta la parte legata alla costruzione. In realtà tra i nostri associati esiste una miriade di piccole imprese che contribuiscono in modo significativo a questo settore, sia nell’esecuzione dei lavori con competenze elevate, sia nella realizzazione di impianti e nella progettazione. Per noi si tratta di un comparto estremamente rilevante, sia in termini numerici sia di produttività economica. Non a caso, all’interno della nostra confederazione esprimiamo anche una presidente nazionale, Federica Maggiani della Spezia, chiamata a ricoprire questo ruolo proprio a partire da questo mandato. C’è quindi grande attenzione sul tema, che riguarda non solo la nautica in senso stretto ma, più in generale, tutti i mestieri collegati, compresi quelli legati alla sostenibilità”. All’interno della Cna sono numerose anche le imprese dell’autotrasporto, un settore oggi in difficoltà e in forte trasformazione. “Le criticità principali riguardano i costi, aggravati dagli aumenti del gasolio. Inoltre, per ragioni legate all’orografia della Liguria e in particolare della provincia spezzina, le imprese locali faticano a competere con quelle di altri territori che possono contare su infrastrutture migliori e quindi su costi più bassi. La concorrenza da fuori? Non è tanto un problema di concorrenza diretta con le imprese estere – ha continuato Gattini -, quanto piuttosto di carenza di personale, che rappresenta una criticità molto seria. Diventa quindi fondamentale garantire l’accesso a queste attività anche a lavoratori stranieri, adeguatamente formati secondo gli standard italiani in termini di sicurezza, efficienza e rispetto delle normative, comprese quelle ambientali. Resta il fatto che la mancanza di manodopera è una delle principali problematiche strutturali, soprattutto per le imprese più piccole, che hanno maggiori difficoltà a risultare attrattive”.
A questo si aggiunge il tema delle infrastrutture: tempi di lavoro dilatati, difficoltà nei trasporti e condizioni che rendono il settore meno appetibile anche per i lavoratori. “Il problema non riguarda solo l’autotrasporto ma l’intero sistema produttivo locale. Le difficoltà di accesso al porto, ad esempio, in alcuni periodi allungano notevolmente i tempi”. Un altro nodo è quello dell’abitare: “La carenza di alloggi, anche a causa dello sviluppo turistico (benedetto per il nostro territorio, sia chiaro), rende difficile collocare nuovi lavoratori sul territorio. Sono questioni complesse, che non possono essere affrontate con soluzioni semplici e che richiedono probabilmente un ripensamento più ampio del sistema”. Sul fronte infrastrutturale resta centrale anche il tema del raddoppio della ferrovia Pontremolese. Se ne parla da decenni e, pur riconoscendone l’importanza strategica, oggi molti faticano a credere che possa essere realizzata in tempi brevi. “Ne sento parlare dai tempi delle scuole superiori: la Cisa, di fatto, è un ostacolo sia per il collegamento su ferro o gomma sia per il turismo. Non so quanto ci sia la volontà ad andare in fondo a questa situazione e la dico con una battuta: magari con un altro nome avrebbe un’altra sorte. Battute a parte, è veramente un problema serio: il problema è reso ancora più evidente dal confronto con altri sistemi portuali, come Genova o i porti toscani, che pur con le loro difficoltà dispongono di una logistica più efficiente”. Eppure la Spezia è già oggi uno dei principali porti italiani per intermodalità: la ferrovia è molto utilizzata e andrebbe ulteriormente rafforzata.
Un altro tema centrale è quello della nautica da diporto, che ha profondamente trasformato il territorio spezzino. Rispetto al passato, oggi rappresenta una vera industria e offre importanti opportunità occupazionali, sia nella progettazione sia nelle lavorazioni specializzate. Questa trasformazione ha aumentato anche l’attrattività del territorio, grazie alla presenza dell’università e a un livello di formazione più elevato. Tuttavia, resta una criticità: le piccole imprese spesso formano i giovani e poi li vedono passare alle grandi aziende, più attrattive. “La trasformazione di un mondo che riguarda il diporto passato da realtà locale ad una vera e propria industria, sia per la progettazione che per la manovalanza. Purtroppo le imprese artigiane, che formano questi ragazzi, pur essendo più resilienti e radicate nel territorio, faticano a competere con i grandi gruppi sul piano dell’attrattività. E per questo finiscono per vedersi “scippare” queste risorse appena preparate. D’altra parte, offrono spesso condizioni diverse, anche in termini di qualità della vita e di relazioni, con un forte valore sociale e territoriale”. Che cosa serve, cosa è lecito chiedere alle istituzioni: “A livello regionale esiste già una buona attenzione, con strumenti e bandi a sostegno del settore. È importante che questa attenzione venga mantenuta nel tempo, perché il comparto è in grado di esprimere numeri e potenzialità significative. Un tema più complesso e certamente riguarda invece gli spazi: anche le piccole imprese hanno bisogno di aree adeguate. In particolare, nel settore nautico, alla Spezia mancano zone dove poter varare o movimentare le imbarcazioni in lavorazione. Questo rappresenta un limite concreto allo sviluppo delle attività. La questione infrastrutturale, quindi, non riguarda solo grandi opere ma anche una dimensione più locale, che incide direttamente sull’operatività quotidiana delle imprese. E da questo punto di vista serve maggiore attenzione anche da parte del sistema portuale: l’ascolto c’è, ci si augura che si passi alle azioni. Anche perché il comparto ha già ottenuto importanti riconoscimenti a livello nazionale e merita di essere sostenuto adeguatamente”.
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