Ammainabandiera per le fregate Grecale e Libeccio, le ultime della storica classe Maestrale

E’ un evento consueto, ma questa volta con un’aggiunta di pathos in più quello dell’ammainabandiera delle fregate Grecale e Libeccio che si svolgerà nella serata di giovedì 9 aprile all’interno dell’arsenale marittimo della Spezia. Sulle due unità della Marina Militare, parte della spina dorsale della flotta durante la parte finale della Guerra Fredda, hanno navigato migliaia di marinai, alcuni dei quali hanno poi fatto carriera all’interno della forza armata e non. Anche per questo non mancano le richieste di presenziare alla cerimonia, che conclude la carriera di tutta la classe Maestrale, da gestire per Marinanord e la prima divisione navale.

Per gli spazi della base navale spezzina, che a partire dal 2027 dovrebbe conoscere i lavori di ampliamento previsti nel programma Basi Blu, è meno poeticamente già aperta la questione del destino delle due navi, oltre 120 metri di lunghezza per tremila tonnellate di dislocamento, oggi ormeggiate agli Scali. Lo scorso autunno la Armada Argentina ha confermato valutazioni in corso per l’eventuale acquisto di entrambe per rimediare alla mancanza temporanea di unità di superficie, insieme a una terza (probabilmente l’Espero, fermo a Taranto) da utilizzare per prelevarne eventuali pezzi di ricambio.

 

Nave Grecale (ph Marina Militare)

 

Non mancano, come sempre in questi casi, le proposte di musealizzare almeno una delle due navi. Ipotesi quantomai remota visti i costi di bonifica, messa in sicurezza e la necessità di creare uno spazio adeguato alla conservazione, possibilmente a secco per evitare futuri lavori in bacino, e al chiuso contro le intemperie. Come dimostra la vicenda della portaeromobili Garibaldi, per cui si va verso la cessione all’Indonesia, la soluzione della cessione è la più ricercata dallo Stato, in quanto permette oltretutto di evitare le spese di smantellamento.

 

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