Pisano: “A fine 2026 pronto il molo crociere, così iniziamo a ridisegnare il waterfront della Spezia”

“Il ruolo da presidente? Direi estremamente impegnativo nonostante i 40 anni in cui mi occupo di portualità. Non mi aspettavo così tanti dossier aperti che sono sicuramente stimolanti”. Bruno Pisano è presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale dall’ottobre 2024, quando è entrato ufficialmente in carica alla guida di quello che rimane uno snodo strategico per i traffici marittimi nazionali. Il numero uno di Via del Molo è l’ospite della settimana di Blue Talk, la trasmissione radiofonica condotta da Matteo Cantile su Rlv, affrontiamo con lui i temi dello sviluppo portuale, delle infrastrutture e delle prospettive economiche del territorio. Un’occasione per fare il punto su risultati, criticità e sfide future di un sistema portuale in continua evoluzione che negli ultimi mesi è impegnato a fronteggiare tutte le problematiche che inevitabilmente gli echi di guerra si portano dietro. “Quello che abbiamo capito negli ultimi anni è che oggi la priorità è essere flessibili per dare risposte in tempo reale a questi cambiamenti repentini che ci vengono proposti. Scenari di guerra ma anche aspetti più commerciali, a volte negativi come i dazi degli Stati Uniti, a volte positivi, penso al Mercos, al rapporto con l’India, al piano Mattei per i paesi del Nord Africa che si affacciano sul Mediterraneo”. Certo l’ultimo periodo è particolarmente delicato: “E’ preoccupante, quello che rileviamo qui è quello che succede in tutti i porti italiani. L’aumento del bunker navale, dei costi assicurativi, il taglio delle spedizioni alle aree di crisi. Tutto ciò era prevedibile ma è ancora presto per capire quanto percentuale di traffico incide sui volumi generali”.

LSCT La Spezia, porto

 

Giusto una settimana fa sono usciti i dati del 2025. I porti della Spezia e di Marina di Carrara hanno chiuso l’anno con un aumento dei traffici ferroviari e una crescita complessiva delle merci movimentate. Secondo i dati diffusi dall’Authority, gli scali hanno gestito oltre 17,45 milioni di tonnellate di merci, in crescita del 2,2% rispetto all’anno precedente, con più di 1,3 milioni di container movimentati. “I numeri parlano positivo. Lato merci confermiamo il dato del 2024 che era in forte crescita e riguarda sia la Spezia che Marina di Carrara. Abbiamo consolidato il dato intermodale ferroviario che ci pone ai vertici italiano e abbiamo toccato il record per quanto riguarda il traffico passeggeri, che raggiunge le 760mila unità e che ci pone fra i primi porti nazionali. In questo momento i crocieristi rappresentano una risorsa: la città ha imparato a capire che quel tipo di traffico porta ricadute non per tutti ma certamente per quei settori che lavorano con le crociere e che in questi anni hanno fatto investimenti. La città ha dato importanti risposte a questa attività e le ricadute sono interessanti. In questa ottica va visto il grande investimento che stiamo facendo e che già alla fine del 2026 ci porterà a concludere la costruzione del molo crociere ed entro i due anni a seguire anche il terminal crociere che contribuirà a ridisegnare il nuovo waterfront della Spezia dando visibilità internazionale alla nostra città e ricadute dirette all’economia”.

 

Render Molo crociere

Aspettando la storica incompiuta, parliamo naturalmente del raddoppio della Pontremolese, il terzo valico genovese è opera importante anche per il porto della Spezia: “Il dato che ci soddisfa è che fra fine 2025 e inizio 2026 si sono sbloccati una serie di passaggi che permetteranno di procedere con l’espansione dei terminal. Parliamo del 30% in più, un dato positivo con il duplice impegno pubblico-privato: le opere a mare da parte del pubblico e 400 milioni di euro di investimenti privati per le opere a terra”. Il dato preoccupante è dove mettiamo questi contenitori: “Avremo bisogno di migliorare ancora la nostra capacità intermodale ferroviaria per alzare le quote di traffico. La Pontremolese diventa fondamentale ma anche i flussi che passano da Prato e da Genova saranno altrettanto utili e importanti”. Porto e città, una co-esistenza sempre discussa: “La filosofia del Prp sta proprio in questo: prevede lo spostamento a levante delle aree commerciali del porto restituendo alla città quegli spazi più pregiati dove insisteranno le attività turistiche e le crociere. Questo porterà giovamento, vogliamo migliore l’impatto port-città e fra aprile e maggio concluderemo i test sul cold ironing per fornire soluzioni alle navi di ultima generazione”. La nautica, per concludere, è una chicca da proteggere: ” Siamo la città leader mondiale della nautica di lusso nel paese leader al mondo: c’è una grandissima ricaduta non solo occupazionale ma anche di filiera”. Pisano conclude sottolineando l’aspetto più positivo in termini generali: “Ai grandi numeri uniamo la diversificazione. Tutti settori di eccellenza che ci fanno ben sperare per il futuro”.

Molo Garibaldi, porto

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