Polizia municipale, il Consiglio di Stato respinge il ricorso di Moretti. Ma ci sarà un nuovo ricorso: “Come Cesare sul Rubicone”

Il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibile l’ultimo ricorso di Emanuele Moretti contro il Comune della Spezia, respingendo la richiesta di obbligare l’amministrazione a bandire la mobilità per il comandante della Polizia municipale. Ma la sentenza non è la pietra tombale sulla vicenda, visto che ci sarà una nuova puntata della tele novela.
“Moretti è come Cesare sul Rubicone: sta aspettando che la giustizia faccia il suo corso – ha dichiarato a CDS l’avvocato Daniele Granara -. Prendiamo atto della decisione dei giudici, ma faremo un nuovo ricorso al Consiglio di Stato chiedendo che indichi le modalità con cui possa ottenere giustizia, visto che il contratto di Bertoneri è stato ritenuto illegittimo”.

L’undicesimo atto del contenzioso non sarà dunque l’ultimo, confermando il paradosso nel quale si è incastrata la pubblica amministrazione, con quasi tutte le sentenze sul merito a favore di Moretti, a fronte della linea di Stefano Carrabba, dirigente legale e responsabile dell’Avvocatura civica del Comune, fondata sulla distinzione tra diritto amministrativo e diritto del lavoro pubblico, rivelatasi vincente sul piano processuale.

La causa nasce dalla sentenza del 2022, che aveva annullato la scelta del Comune di rinunciare alla mobilità per il comandante, imponendo all’amministrazione spezzina di riattivare la procedura prevista dalla legge. Moretti sosteneva che, dopo che la Corte d’Appello di Genova nel 2025 aveva dichiarato illegittima la nomina di Francesco Bertoneri, il posto fosse tornato vacante e il Comune avrebbe dovuto finalmente bandire la mobilità.

Nei giorni scorsi il Consiglio di Stato ha dichiarato il ricorso inammissibile perché la nomina successiva di Bertoneri costituisce un procedimento autonomo, distinto dalla prima nomina oggetto della sentenza del 2022. E anche la dichiarazione di illegittimità del contratto da parte della Corte d’Appello non cambia il perimetro del giudizio.
In sintesi, il Collegio ha stabilito che lo strumento processuale scelto da Moretti – il giudizio di ottemperanza – non può essere utilizzato per contestare atti amministrativi successivi e autonomi.
La sentenza evidenzia anche un passaggio controverso: il Comune aveva scelto di affidarsi a una nomina fiduciaria del sindaco invece della mobilità prevista dalla legge. I giudici hanno sottolineato che si tratta di una scelta discrezionale, illegittima e segnata da evidente sviamento di potere.

TRASMISSIONI

PODCAST

Intervista a Matteo Berrettini sul suo nuovo fidanzamento con Re Emanuela​