Sfuma anche il sogno di essere Capitale italiana del mare: vince Ravenna, niente da fare per La Spezia

Il titolo di Capitale italiana del mare 2026 va a Ravenna. L’annuncio è stato dato oggi dal ministro per le Politiche del mare Nello Musumeci nella Sala monumentale della Presidenza del Consiglio dei ministri, a Roma, al termine della procedura di selezione che ha visto in competizione 58 città distribuite lungo gli oltre ottomila chilometri di coste italiane.
Oltre al riconoscimento simbolico, la città perde anche l’opportunità di accedere al finanziamento statale da un milione di euro previsto per sostenere il programma annuale di iniziative legate al mare.
Per la Spezia si tratta di un’altra delusione dopo la mancata assegnazione del titolo di Capitale italiana della cultura 2027, maturata poco meno di un anno fa.

Il titolo di Capitale italiana del mare è stato istituito con decreto ministeriale del 4 novembre scorso con l’obiettivo di promuovere progetti di valorizzazione della cultura marittima, tenendo insieme economia del mare, tutela della biodiversità e uso sostenibile delle risorse marine. La candidatura spezzina puntava proprio su questi elementi: dal peso della blue economy nel sistema produttivo provinciale al legame storico tra la città e il suo golfo, passando per la presenza della Marina militare, dell’Arsenale e di un articolato ecosistema di ricerca e innovazione legato al mondo subacqueo.
Nel dossier preparato dal Comune trovavano spazio anche eventi di richiamo internazionale come “Velarìa”, in programma tra il 20 e il 22 marzo, anteprima dell’edizione 2025 del festival marittimo di Sète, e il ruolo del distretto nautico del Miglio Blu e della cantieristica avanzata. La candidatura era stata costruita come un percorso partecipato, coinvolgendo stakeholder pubblici e privati dei settori culturale, scientifico, educativo, produttivo e turistico.

“Questa iniziativa è nata per rendere competitivo il valore di una comunità nel suo rapporto con il mare – ha ricordato il ministro Musumeci -. Il governo ha posto al centro del suo programma la valorizzazione del mare, questo significa avviare una interlocuzione seria, concreta, diretta con le comunità che vivono il mare. Abbiamo 8mila km di coste lungo le quali ci sono città di mare e città con il mare, credo sia necessario superare questo divario attraverso un approccio diverso alla cultura del mare, del mare non possiamo occuparci solo da maggio a settembre”.

Dal tourbillon dei bandi e delle competizioni nazionali per titoli e risorse la città esce quindi senza sorrisi, ma può consolarsi con un risultato recente: l’ingresso nella Rete delle città creative dell’Unesco per il design, celebrato nelle scorse settimane alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli.

Resta però l’amarezza per un’occasione mancata. Per la provincia spezzina, però, il conforto potrebbe arrivare da Sarzana, annoverata tra le dieci città finaliste per il titolo di Capitale italiana della cultura 2028, che sarà proclamata entro il 27 marzo.

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