Un territorio apprezzato per qualità ambientale, storia e tranquillità, quello della Lunigiana, ma che fatica ancora a trattenere i giovani soprattutto per carenza di opportunità lavorative, servizi e mobilità. È questo il quadro che emerge da 278 interviste ai giovani residenti in Lunigiana. Abbiamo scelto di farlo perché si parla molto di spopolamento e di servizi che dovrebbero mantenere le famiglie sul territorio, ma si parla troppo poco o quasi niente di giovani, che sono coloro che dovrebbero avere tutte le motivazioni necessarie per rimanere e garantire un futuro al territorio. Nel complesso, il livello medio di soddisfazione rispetto al vivere in Lunigiana si attesta su 3,4 su una scala da 1 a 5, segno di un giudizio generalmente positivo sul territorio. Tra gli aspetti più apprezzati emergono soprattutto natura, paesaggio, tranquillità e patrimonio storico-culturale, elementi che continuano a rappresentare il principale punto di forza dell’area. Diverso il quadro quando si analizzano i servizi e le opportunità. I dati mostrano come le criticità maggiori riguardino il trasporto pubblico (media circa 2 su 5), gli spazi dedicati ai giovani (2,1) e le possibilità di vita notturna (2,3). Anche le opportunità di studio si fermano poco sopra la sufficienza, mentre offerta sportiva, connessione internet e offerta culturale registrano valutazioni leggermente migliori, ma comunque senza raggiungere livelli particolarmente elevati.
Il tema della permanenza sul territorio resta centrale. Circa il 49% degli intervistati ha dichiarato di aver pensato di trasferirsi, ma di voler restare almeno per ora. Un ulteriore 31% sta valutando concretamente di lasciare il territorio, mentre solo il 20% afferma di non aver mai preso in considerazione l’idea di trasferirsi. Tra le motivazioni principali emerge in modo netto il lavoro, seguito dallo studio e, a distanza, dalle opportunità di vita sociale e dai servizi. Nei commenti liberi molti giovani sottolineano il forte legame affettivo con il territorio, definito spesso “bellissimo” e ricco di potenzialità, ma allo stesso tempo evidenziano la necessità di investimenti su occupazione qualificata, trasporti, spazi aggregativi e servizi sanitari.
Le interviste raccolte esprimono il forte disagio dei giovani della Lunigiana, evidenziando come la mancanza di trasporti efficienti e di spazi di aggregazione limiti la loro autonomia e vita sociale. I ragazzi, infatti, chiedono con urgenza investimenti in infrastrutture e servizi, auspicando la creazione di centri sportivi, luoghi di studio al coperto e attività commerciali che vadano oltre i semplici bar. Viene sottolineata la necessità di diversificare l’offerta culturale e gli eventi, superando il modello delle sagre paesane per includere proposte musicali e sportive rivolte alle nuove generazioni. La preoccupazione principale riguarda lo spopolamento del territorio, poiché molti ragazzi sono costretti ad andarsene a causa della scarsità di opportunità lavorative e ricreative. Per invertire questa tendenza, si suggerisce di valorizzare il patrimonio naturale e agricolo locale, puntando su progetti che incentivino le famiglie e i giovani a restare stabilmente. In sintesi, emerge il desiderio di una visione politica più empatica che sappia trasformare una zona potenzialmente bellissima in un luogo moderno e inclusivo. Alla fine, se ci si pensa bene, se non si lavora per loro non ci sarà futuro.