Il futuro dell’area ex centrale Enel della Spezia è tornato in primo piano questa settimana, dopo mesi in cui il tema della sua trasformazione è rimasto sullo sfondo delle cronache cittadine. La demolizione della grande ciminiera alta oltre 200 metri, simbolo industriale della città, è in corso e dovrebbe concludersi entro la fine del 2025, segnando la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova fase di pianificazione per il territorio cittadino. Proprio mentre si consumano gli ultimi interventi di dismissione dell’impianto di Vallegrande, che per decenni ha segnato il profilo urbano e produttivo del capoluogo dell’estremo levante ligure, sono riprese con forza le sollecitazioni ad aprire un confronto pubblico e istituzionale sul futuro dell’area, coinvolgendo istituzioni, sindacati, imprese e rappresentanze sociali. Per la Cgil della Spezia, questa non è più una discussione rinviabile: l’area dell’ex centrale è “una delle più rilevanti per il futuro produttivo e occupazionale del territorio”, e la fase attuale richiede non solo interventi tecnici di bonifica e riqualificazione, ma una visione strategica di lungo periodo. Secondo il segretario generale Luca Comiti, “è positiva e interessante l’idea di promuovere una Conferenza strategica che metta attorno allo stesso tavolo istituzioni, sindacati, sistema delle imprese e rappresentanze economiche e sociali. La trasformazione dell’area non può essere affrontata con interventi frammentati, ma richiede una visione complessiva e condivisa”.
Il leader provinciale della Camera del Lavoro ha ribadito che la Conferenza non deve essere un appuntamento isolato, ma un passaggio propedeutico per riaprire un tavolo permanente di confronto e monitoraggio sull’area Ex Enel: un luogo stabile in cui accompagnare le scelte strategiche, verificare gli impegni e costruire progressivamente un percorso di reindustrializzazione. Dopo la fase di dismissione e demolizioni, si apre ora una stagione decisiva per definire il ruolo produttivo dell’area: quali filiere industriali attrarre, quali investimenti sostenere e, soprattutto, quale qualità del lavoro garantire, con un’attenzione forte all’occupazione stabile, qualificata e sicura in un modello di sviluppo innovativo e ambientalmente sostenibile. “L’area Enel rappresenta una leva strategica non solo per la città, ma per l’intera provincia. Senza un tavolo strutturato e continuativo, il rischio è procedere in modo frammentato. Serve l’avvio di una fase nuova, capace di tradurre le potenzialità dell’area in sviluppo industriale concreto e buona occupazione”.
Anche alcuni esponenti politici locali hanno rilanciato l’appello a un confronto ampio. I consiglieri comunali Roberto Centi, Patrizia Flandoli e Giorgia Lombardi e il consigliere provinciale Sandro Pietrobono, di LeAli a Spezia/Alleanza Verdi e Sinistra, hanno definito “seria e necessaria” la proposta di convocare una Conferenza strategica sull’area, sottolineando che, dopo la demolizione della ciminiera, non ci si può «limitare alla logica dei tagli di nastro». “La domanda vera è: cosa vogliamo che diventi l’area Enel? Quale progetto industriale, quale modello di sviluppo, quale qualità del lavoro immaginiamo per i prossimi decenni?” — affermano i consiglieri, ribadendo che l’area non può essere oggetto di operazioni frammentate, ma deve avere un disegno chiaro e condiviso, capace di attrarre attività industriali sostenibili, innovative e ad alto valore aggiunto. “La Conferenza strategica deve essere il primo passo per rimettere in moto il tavolo sull’area Enel, oggi praticamente moribondo — concludono Centi, Flandoli, Lombardi e Pietrobono —. Temere il confronto o respingere le idee di cambiamento significa condannare la città a una gestione ordinaria, priva di ambizione e prospettiva. Partecipazione e visione strategica sono fondamentali per rendere l’area attrattiva per progetti industriali di alto profilo, anche a livello nazionale e internazionale”