Il Museo del Sigillo della Spezia parteciperà alla prestigiosa mostra internazionale “I quattro tesori e l’arte della calligrafia nella tradizione cinese e giapponese”, in programma al Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova dal 26 aprile al 27 settembre 2026, con il prestito di ventidue sigilli orientali appartenenti alla propria collezione. In mostra si potranno ammirare prestigiosi esemplari provenienti dalla Cina realizzati prevalentemente in agalmatolite – pietra versatile dai molti colori e piacevole al tatto – che per secoli è stata la pietra preferita dagli scultori per le statue di piccole dimensioni e dagli intagliatori di sigilli. Non mancano però altri materiali come la preziosa giada, l’avorio o il bambù. I soggetti ricorrenti prendono ispirazione da figure molto care alla tradizione cinese, si tratti di personaggi legati alle religioni buddhista e taoista, o di animali di buon auspicio, come avviene per il prezioso sigillo imperiale in giada raffigurante un Pi hsieh (una delle creature mitologiche ricorrenti nell’immaginario cinese), risalente al periodo della dinastia Ming o Quing (sec. XVIII-XIX). Degno di nota anche lo scenografico sigillo in agalmatolite risalente alla dinastia Quing (sec. XIX-XX), raffinato esempio di una maestria che si esprime nell’intrico di draghi Qilong che ne generano l’impugnatura. “E’ motivo di grande orgoglio, riconoscimento di un lavoro costante di tutela, studio e valorizzazione che in questi anni ha fatto crescere il nostro polo museale. Collaborare con una delle più importanti istituzioni europee dedicate all’arte orientale significa rafforzare il dialogo culturale tra territori e aprire nuove opportunità di visibilità per la città. I nostri musei si confermano un punto di riferimento della qualità culturale spezzina in Italia e nel mondo”, spiega il sindaco Peracchini.
Quella del Museo d’Arte Orientale è una richiesta di rilievo proveniente da uno dei più importanti musei d’arte orientale in Europa, punto di riferimento per la ricerca e l’esposizione delle culture dell’Estremo Oriente. Per il Museo del Sigillo – che custodisce oltre 1.500 sigilli provenienti da tutto il mondo – questa partecipazione rappresenta una nuova e significativa conferma del valore storico, culturale e artistico delle sue collezioni. La mostra genovese è un progetto scientifico di grande respiro, realizzato dal CELSO – Istituto di Studi Orientali, in collaborazione con università, accademie e musei di primo livello. Un percorso che attraversa la nascita della scrittura, la dimensione filosofica, le arti collegate alla calligrafia e l’estetica orientale. Il Museo del Sigillo della Spezia, con la sua raccolta unica nel panorama europeo, si conferma custode di pezzi di straordinaria importanza storica e culturale. La richiesta di prestito da parte del Museo Chiossone sottolinea l’autorevolezza raggiunta dalle collezioni spezzine, sempre più riconosciute in ambito nazionale e internazionale. Ha sede nella Palazzina delle Arti “L.R. Rosaia”, in via del Prione 236, e fa parte di un importante polo museale cittadino. Fondato nel 2000 grazie alla donazione dei coniugi Lilian ed Euro Capellini, custodisce oltre 1.500 sigilli originali dal IV millennio a.C. a oggi, provenienti da diverse civiltà e aree geografiche. La collezione include sigilli dell’Asia della Mezzaluna fertile, manufatti egiziani, anelli romani, pezzi medievali, rinascimentali, barocchi e neoclassici, oltre a rarità orientali, americane precolombiane e creazioni firmate Lalique e Fabergé. Il museo, ampliato nel 2023 con quattro sale, offre anche un percorso tattile inaugurato nel 2018 per i visitatori ipovedenti. La prima sala racconta la storia del sigillo, dalla sua origine fino al XX secolo, illustrandone funzioni e significati. La seconda, la più ampia, organizza i sigilli per materiali e stili artistici, con sezioni tematiche su soggetti animalistici e piccoli monumenti. La terza sala, dedicata a Lilian Gary Capellini, ospita sigilli gioiello e pezzi appartenuti a famiglie nobili europee, arricchita nel 2015 dalla donazione Fiocchi. La quarta sala è interamente dedicata ai sigilli orientali, con esemplari cinesi, islamici, indiani e giapponesi, mostrando la ricchezza simbolica e artistica di queste culture.