Allarme smog alla Spezia, biossido di azoto in aumento e polveri sottili sopra il limite Oms

Le città liguri sono tra le migliori in Italia per quanto riguarda la qualità dell’aria nei capoluoghi di provincia, ma La Spezia peggiora i propri dati nelle concentrazioni di biossido di azoto e rimane oltre i limiti consigliati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per quanto riguarda le polveri sottili. Lo illustra il nuovo rapporto “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente. Leggendo i dati emerge che lo smog nelle città italiane diminuisce, ma non abbastanza da cambiare davvero rotta.

Per quanto riguarda il NO2, collegato all’inquinamento urbano da combustione, trasporti ed emissioni di contesti produttivi, in Liguria resta problematico il dato di Genova, a 27 microgrammi per metro cubo, superando il limite europeo che è di 20 microgrammi. Meglio La Spezia (19) e Savona (16), che tuttavia peggiorano rispetto a un anno fa. In Italia il record negativo va a Napoli (38), seguita da Torino (33) Palermo (33) e Milano (32). Il 38% delle città non rispetta il limite.

Dei due parametri indicatori della quantità di particolato sottile nell’aria, il valore del PM2.5 è importante da tenere sotto controllo per il suo collegamento con patologie dell’apparato respiratorio. In tutta la Liguria si riesce a rispettare il limite europeo dei 10 𝜇g/m3 di media dei valori medi annui ma ancora non si rientra nei limiti dati dall’OMS (di 5 𝜇g/m3) in quanto Genova rimane stabile a 10 𝜇g/m3 , Savona peggiora leggermente a 10 𝜇g/m3 , La Spezia migliora a 8 𝜇g/m3. In Italia i valori peggiori sono tutti in Pianura Padana: Monza (25), Cremona (22) Rovigo (21), Milano, Torino, Pavia, Vicenza e Padova (tutte a 20).

Per quanto riguarda le polveri sottili PM10 migliorano Genova (da 17 a 16) e La Spezia (da 18 a 15), peggiora leggermente Savona (da 14 a 15). Tutti i valori liguri rimangono al di sotto dei limiti europei (20 𝜇g/m3) ma ancora al di sopra di quelli definiti dall’OMS (10 𝜇g/m3). In Italia i valori peggiori sono tutti in Pianura Padana: Monza (25), Cremona (22) Rovigo (21), Milano, Torino, Pavia, Vicenza e Padova (tutte a 20).

Panorama della Spezia, Appennino, mare, sole, inverno

 

Parzialmente soddisfatto dei risultati Stefano Bigliazzi, presidente Legambiente Liguria, che così commenta: “La qualità dell’aria in Liguria presenta dei buoni valori per le polveri sottili mentre a Genova continua ad essere problematico il valore del Biossido di Azoto, NO2. Evidentemente le misure adottate finora non sono sufficienti e si rende necessario un intervento più incisivo da parte della nuova giunta sulla riduzione dell’inquinamento prodotto dalle navi e dal traffico urbano per tutelare la salute pubblica. Non possiamo fare a meno di pensare che le recenti indicazioni per introdurre in alcune strade il limite dei 30 km/h oltre che essere fondamentale per salvare la vita delle persone negli incidenti stradali potrebbe migliorare anche la qualità dell’aria e quindi salvare delle vite anche dal punto di vista sanitario”.

Nel 2030 entreranno in vigore dei nuovi e più stringenti limiti europei sulla qualità dell’aria (20 µg/m³ per il PM10, 20 µg/m³ per l’NO2, 10 µg/m³ per il PM2.5). Intanto l’Italia subisce una nuova procedura di infrazione avviata a gennaio 2026 dalla Commissione europea per il mancato aggiornamento del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico previsto dalla direttiva NEC 2016. La quarta che si aggiunge alle tre già aperte negli anni precedenti per il superamento dei valori limite degli inquinanti atmosferici stabiliti dalla Direttiva Quadro Aria (AQD).

Unione Europea

 

 

Note metodologiche. L’unità di misura con la quale vengono espresse le concentrazioni di NO2, PM2.5 e PM10 è microgrammi per metro cubo di aria (µg/mc). Per quanto riguarda il biossido d’azoto (NO2), le città capoluogo di provincia di cui è stata ricavata la media annuale sono 105; per il PM2,5 sono 93; per il PM10 (sia per le medie annuali che per gli sforamenti giornalieri) sono 103. La media annuale è stata calcolata come media delle medie annuali delle singole centraline di monitoraggio ufficiale delle Arpa classificate come urbane (fondo o traffico).

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