Un parco eolico al largo della Toscana potrebbe deviare la rotta delle navi da e per la Spezia

Anche l’Italia è pronta a prendere la strada dell’eolico offshore. Mentre Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Islanda, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito e Norvegia firmano un accordo per creare il più grande polo mondiale di energia pulita nel Mare del Nord, da noi potrebbe essere il Mar Ligure a mostrare le potenzialità di questa tecnologica. Il progetto Atis è stato presentato da Atis Floating Wind srl, controllata di Enel, e prevede di piazzare 48 turbine eoliche galleggianti di potenza pari a 18 MW ciascuna al largo della costa livornese, 28 km dalla punta settentrionale della Corsica e 55 km dalla Toscana. Occuperà un’area di circa 264 chilometri quadrati. Oltre alle file di pale ci saranno due sottostazioni elettriche galleggianti, da cui partiranno quattro cavi sottomarini per il trasporto dell’energia elettrica per una lunghezza tra 66 e 75 chilometri di lunghezza con approdo nella baia di Rosignano Marittimo.

Un enorme polmone di energia rinnovabile pensato per avere il più basso impatto possibile. Per quanto riguarda lo Spezzino praticamente nullo, almeno a livello visivo. Il parco eolico non dovrebbe essere percepibile dalla distante costa spezzina, se non con strumenti di amplificazione della vista. “Per quanto concerne l’impatto visivo derivante dalla fase di esercizio dell’impianto a mare, data la distanza minima dalla costa di circa 17 km dall’Isola di Gorgona, 22 km dall’Isola di Capraia e 55 km dalle coste della Toscana continentale e 28 km dalla Corsica, la visibilità del parco eolico flottante lungo la linea dell’orizzonte sarà limitata con un impatto residuo basso”, prevede la nota allegata al progetto.

Qualche conseguenza si verificherebbe invece probabilmente sul traffico marittimo da e per la Spezia e il suo porto. La presenza del parco va di pari passo con la necessità di compressione delle rotte a est e a sud. “La presenza fisica delle opere potrebbe avere ricadute sul traffico marittimo poiché le imbarcazioni non potranno transitare attraverso il parco eolico e pertanto le rotte attualmente presenti saranno ridistribuite nelle aree circostanti”, si legge nello studio di impatto ambientale. La dimensione più frequente delle imbarcazioni interessate è tra i 150 e i 200 metri, con 1.186 navi che transitano nell’area di progetto. Si tratta principalmente di navi cisterna, da carico e passeggeri “che operano sulle principali rotte della regione, in genere di passaggio tra i porti commerciali più grandi”.

Progetto parco eolico Atis

 

Per quanto riguarda in particolare il traffico commerciale “le navi da carico, come le navi portacontainer, hanno come principali rotte merci all’interno dell’area di progetto un traffico che percorre la rotta da Est/Ovest in entrata/uscita dal Porto di Livorno e una rotta Nord/Est/Sud/Ovest allineata al Porto della Spezia e al Canale di Corsica TSS. I transiti di navi al mese censiti su queste rotte sono in media 72 (2 al giorno). Un totale di 688 navi da carico uniche è transitato nell’area di studio”. Sono 2.027 le navi da carico che transitano nell’area di mare dove sorgerebbe Atis.

E ancora “all’interno dell’area di progetto la densità del traffico marittimo è maggiore nella porzione meridionale rispetto a quella settentrionale. La densità mostra la tendenza delle imbarcazioni a seguire due rotte principali: una rotta est/ovest che include il Porto di Livorno e il transito attraverso l’area meridionale della zona di protezione dell’Isola di Gorgona ed una rotta nord-est/sud-ovest in direzione del Porto della Spezia. A est rispetto l’area di progetto è presente una rotta nord-ovest/sud-est che interseca le rotte di Livorno e La Spezia”.

L’area è inoltre frequentata da navi da pesca, ma “le rotte principali dei pescherecci ricadono al di fuori dell’area di Atis e quindi l’esclusione alla pesca in quest’area non porterebbe a effetti negativi”. Secondo le analisi riportate nello Studio sul traffico marittimo, inoltre, “le interferenze con la navigazione turistica nell’area di Atis risultano limitate” anche nella fase di realizzazione del progetto. Il parco Atis, secondo le stime dell’azienda proponente, potrebbe produrre da solo il 10% dell’energia elettrica consumata in Toscana e il 23% di tutte le fonti di energia rinnovabile.

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