Guidetti: “Nel 2026 lo Spezia cavalchi l’entusiasmo ritrovato. Nzola? I ritorni funzionano se ci sono le motivazioni”

Massimiliano Guidetti scalpita da casa, attende una nuova chiamata per tornare in panchina e riassaporare il sapore del campo e del gruppo, ma nel frattempo segue da lontano il ‘suo‘ Spezia, di cui è entrato nella Hall of Fame all’inizio di questa stagione e a cui è ancora legato da tantissimi ricordi: “Sono passati tanti anni, dico purtroppo perché significa che sto invecchiando (ride, ndr) ma le emozioni sono ancora più belle oggi. Essere tornato al Picco dopo tanto tempo, per entrare nella Hall of Fame, è stata una sensazione unica e bellissima: mi sono commosso. Non credevo potessi ricevere un affetto così dopo tanti anni, invece è successo e me lo porterò dietro per sempre”, racconta durante ‘Serie B Social Club – Oltre Parmignola’, la trasmissione del giovedì sera di Città della Spezia. Vent’anni dalla stagione 2005-2006, che per Guidetti è ancora viva nella memoria: “In pochi avrebbero scommesso su di noi, sia per la vittoria del campionato che per la salvezza dell’anno dopo. C’era il Genoa con una squadra di altissimo livello, ma vincemmo noi quel campionato. L’anno dopo tutti ci davano per spacciati, con il Verona di rincorsa nei play-out. E invece vincemmo da sfavoriti, battendoli 2-1 al Picco e pareggiando 0-0 al Bentegodi al ritorno. Una gioia incredibile, purtroppo l’anno successivo in B si concluse con un fallimento, ma quelle emozioni rimangono indelebili”. 

Si torna poi al presente, con l’analisi dello Spezia attuale e di un mercato – quello di gennaio – in cui la squadra bianca si sta muovendo da protagonista: “Quando gli obiettivi cambiano e le cose non vanno, ci sta cambiare qualcosa per cambiare l’inerzia e gli equilibri dentro lo spogliatoio. Portare nuovi giocatori con nuovi stimoli e motivazioni non fa male, anche se non è facile perché il mercato di gennaio è sempre complicato e i tempi sono stretti. Bisogna essere bravi ma anche fortunati a trovare gli incastri giusti per far amalgamare la squadra, trovando giocatori giusti e funzionali. Tante squadre in B fanno dei restyling e spesso funziona”. E in questo si incastra anche l’addio di Salvatore Esposito: “Da fuori è sempre difficile capire le dinamiche”, prosegue Guidetti. “Esposito era un giocatore molto importante, se si è arrivati alla cessione penso fosse concordato, credo che la storia fosse arrivata al termine. Non c’erano più le condizioni per rimanere e per il bene di entrambe le parti si è optato per questa opzione. Il mercato di gennaio ha sempre dinamiche particolari, specie per le squadre che magari all’inizio partono con diverse ambizioni e si ritrovano a giocare campionati diversi. Nel calcio moderno ci stanno anche cessioni pesanti di questo tipo, ma penso che sia comunque stata una soluzione che ha fatto il bene di entrambi”. 

Generico gennaio 2026

 

Un giudizio anche sull’attacco della squadra di Donadoni, per l’ex bomber di livello assoluto: “Il parco attaccanti dello Spezia è importante per la Serie B. Lapadula non ha bisogno di presentazioni, ha in pancia un numero importante di gol, così come gli altri, giovani o meno giovani. La partenza di Pio Esposito è stata un grande handicap, ma parliamo di un ragazzo che ora gioca nell’Inter e in Nazionale e che per la Serie B era fuori categoria. Non va dimenticato che lo scorso era il secondo anno in Serie B, quindi il percorso di adattamento ad una nuova piazza era già cominciato. Vlahovic è un ragazzo giovane con valori importantissimi, ma ha bisogno di un percorso e di tempo per potersi adattare alla categoria ed esprimersi al meglio. Nel suo primo anno, Pio non era l’attaccante dell’anno scorso: non perché fosse meno bravo, ma perché con i giovani serve pazienza perché hanno bisogno di crescere e sbagliare. Lo Spezia ha un parco attaccanti importanti, serve solo un po’ di pazienza per creare un percorso ai più giovani. In una situazione di classifica difficile è anche più complicato riuscire a crearlo, ma penso abbiano tutte le caratteristiche per venirne fuori e fare bene in questa seconda parte di campionato”. 

E in attacco potrebbe aggiungersi anche M’Bala Nzola, un cavallo di ritorno, che per Guidetti potrebbe tornare ad altissimi livelli: “Sono le motivazioni a fare la differenza in chi ritorna. Alcuni sono positivi, altri meno, ma la volontà del singolo nel voler tornare è fondamentale. Nzola è un giocatore di Serie A, lo spessore del rinforzo si racconta da sé, ma penso che se un giocatore così forte vuole tornare in un posto non può fare male. Poi che segni uno, due o cinque reti dipende da molte cose, ma a livello di atteggiamento non puoi sbagliare se la tua voglia è quella di tornare”. 

In chiusura un pensiero a quello che potrebbe essere il 2026 dello Spezia, il cui obiettivo è allontanarsi velocemente dalle zone basse della classifica: “In questo 2026 lo Spezia deve proseguire sulle scie di quell’entusiasmo che lo hanno accompagnato dopo la vittoria con il Pescara, che gli ha permesso di mettere fuori la testa dalla zona play-out. Fino a qualche settimana fa la squadra era praticamente ultima, questa posizione attuale deve essere presa con stimolo. Conosco bene la Serie B, è un campionato difficile e fino alle ultime 2-3 giornate tutto può cambiare. Se vinci due partite di fila puoi avvicinare i play-off, se le perdi sei ai play-out. È il bello della categoria, ma bisogna sempre stare con le antenne dritte”. 

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