Call center, nuove gare per Enel. I sindacati: “Temiamo licenziamenti mascherati se non verrà garantita la territorialità”

In una mattinata grigia e nuvolosa, una rappresentanza di lavoratrici, lavoratori e delegati sindacali si è ritrovata oggi, giovedì 9 gennaio, in piazzale Kennedy alla Spezia. Il presidio, organizzato dalle segreterie territoriali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, ha preso vita tra le 10 e le 12 proprio davanti al punto Enel per accendere i riflettori sul futuro dei 72 addetti di System House che operano sull’appalto nel territorio spezzino. Al centro della protesta non ci sono tagli diretti, ma le modalità con cui Enel intende gestire le prossime 12 gare per l’affidamento dei servizi di quality e back office previste nel prossimo triennio: il timore è che, pur applicando la clausola sociale, venga meno il principio di territorialità.

Senza questo vincolo, l’azienda che vince l’appalto è obbligata a riassumere il personale, ma può farlo in sedi molto distanti da quella originale. Questo costringerebbe i lavoratori a trasferimenti geograficamente insostenibili o, in alternativa, alle dimissioni forzate. Anche se al momento la realtà della Spezia non è ancora colpita da questa dinamica, i sindacati tengono alta l’attenzione per evitare che si crei un precedente devastante per l’intero settore dei call center, che a livello nazionale conta oltre 40.000 addetti.

Tiziana Venelli Slc Cgil chiarisce le motivazioni della mobilitazione: “Siamo qui oggi a scioperare perché Enel ha comunicato alle tredici aziende che lavorano sul territorio nazionale che, con le dodici gare previste nel 2026, applicherà sì la clausola sociale — come normato dall’articolo 53 del contratto collettivo nazionale — ma probabilmente non manterrà la territorialità. Questo significa che se un’azienda perde la gara e i lavoratori di Pisa vengono acquisiti da un’azienda di Casarano, questi ultimi dovrebbero trasferirsi. In termini sindacali, noi li definiamo licenziamenti mascherati”.

A dar voce ai timori dei dipendenti locali è Speranza Poleschi Fistel Cisl: “Siamo qui con i 72 lavoratori di System House impegnati nella commessa Enel del mercato tutelato. Anche se la nostra gara non andrà a rinnovo per almeno un anno, se questa è la linea di Enel, la prossima volta saremo noi a dover discutere della territorialità. Se Enel non farà un passo indietro, il rischio è che i lavoratori si ritrovino un domani a dover andare a lavorare a Milano: con gli stipendi attuali non sarebbero in grado di sostenere un simile impegno e sarebbero costretti a licenziarsi”. Senza garanzie concrete dal tavolo ministeriale, il rischio nazionale stimato è di circa 3.000 esuberi forzati.

Alessandro Ippolito Uilcom Uil ribadisce la necessità di sensibilizzare il committente: “Manifestiamo davanti a Enel per sensibilizzare il committente, poiché le aziende sono molto preoccupate di perdere i propri lavoratori. Come hanno sottolineato le colleghe, se ci fosse un trasferimento in una sede diversa dalla nostra città, queste persone sarebbero costrette alle dimissioni. Oggi alla Spezia fortunatamente non siamo ancora in questa situazione, ma siamo molto preoccupati per le 3.000 persone che potrebbero andare in gara a livello nazionale; il nostro dovere è tutelarle”.

TRASMISSIONI

PODCAST

Intervista a Matteo Berrettini sul suo nuovo fidanzamento con Re Emanuela​