L’assetto operativo del porto spezzino si avvia verso una nuova fase di razionalizzazione grazie all’ultima decisione assunta dal Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale. Durante la seduta dello scorso 18 dicembre, l’organo amministrativo ha approvato all’unanimità la delibera che prevede la stipula di un atto formale suppletivo a favore della società Lsct – La Spezia container terminal.
Il provvedimento interviene sulla gestione delle aree demaniali del Molo Garibaldi ei l cuore della delibera riguarda una variazione nell’estensione delle zone concesse al terminalista, che includerà ora aree precedentemente escluse o in fase di riconversione. Nello specifico, la nuova configurazione comprende una fascia libera sul lato ovest larga circa 12 metri, situata tra l’attuale perimetro operativo e il terminal crociere, oltre alle superfici precedentemente occupate dagli impianti Sepor e alla zona situata alla radice del molo. Questa riorganizzazione si è resa necessaria anche per compensare la riduzione di spazi subita dalla società in Calata Artom, dove sono in corso i lavori per il potenziamento dei raccordi ferroviari portuali.
La scadenza della concessione per queste nuove aree è stata allineata a quella principale del terminal, fissata al 31 ottobre 2067, includendo le proroghe di legge recentemente introdotte.
Un aspetto fondamentale del nuovo assetto riguarda la convivenza tra le attività terminalistiche e i servizi essenziali del porto. La delibera stabilisce infatti l’obbligo di garantire la viabilità sul Molo Garibaldi per permettere il collegamento con il nuovo impianto Sepor e la sede dei Vigili del fuoco. La disposizione rimarrà in vigore fino a quando non sarà completata la ricollocazione definitiva di questi ultimi presso la Calata Malaspina.