Waterfront a Calata Paita, Onwatch torna in piazza: “I cittadini devono sapere cosa cambierà”

Il futuro di Calata Paita torna al centro del dibattito cittadino. Sabato 30 maggio il Comitato civico “Onwatch”, che sta per Osservatorio nuovo waterfront, crocierismo, H-salute) sarà presente dalle 11 alle 19 con un gazebo in via Vittorio Veneto, sotto i portici della Cattedrale Cristo Re, per raccogliere opinioni e aspettative degli spezzini sul futuro utilizzo pubblico della storica banchina affacciata su viale Italia e sui temi collegati alla trasformazione del waterfront. Un’iniziativa promossa dagli attivisti, capitanati dal portavoce Giuliano Leone: “Come sappiamo, secondo gli accordi tra Autorità di Sistema Portuale e Comune della Spezia, circa la metà di Calata Paita, quella che si sviluppa verso la Capitaneria, andrà a saldarsi alla porzione già attrezzata denominata Porta Paita e perderà la sua funzione portuale, essenzialmente di deposito di container, per diventare  fruibile dai cittadini. La parte rimanente, che si sviluppa verso San Cipriano, rimarrà invece area portuale, occupata dalle crociere, con il nuovo molo in costruzione in raddoppio all’esistente banchina Garibaldi, e il nuovo terminal crociere già progettato, operativo entro il 2029, come dichiarato in aprile in occasione del Seatrade Cruise Global”. Il Comitato Onwatch sottolinea i cambiamenti che quell’area subirà nei prossimi anni, compresa la viabilità esterna, in quanto la movimentazione dei crocieristi sui pullman, soggetta a  un ulteriore incremento, avverrà non più verso la Capitaneria, ma dal lato opposto, verso l’ospedale: “Un’area già congestionata dal traffico – aggiungono -. Inoltre verrà anche valutato un intervento strutturale su Molo Italia, la tradizionale passeggiata degli spezzini per facilitare le evoluzioni delle navi”.
Trasformazioni non certo prive di impatto, per le quali già in passato il Comitato aveva chiesto approfondimenti: “Non è dato sapere allo stato attuale quali progetti l’amministrazione comunale, titolare dell’urbanizzazione della consistente  parte non crocieristica di Calata Paita, abbia in mente. Come già osservato in altre occasioni, questo argomento a Palazzo civico appare totalmente blindato. Le dichiarazioni ufficiali, sia dell’Autorità Portuale che del Comune, risalenti a qualche mese  fa, sono che non esistono progetti urbanistici presentati per quell’area. Sappiamo tuttavia che la stessa area è stata messa in vetrina, per conto  di Regione Liguria, al Mipim di Cannes e la cosa ovviamente, per ciò che evoca a livello speculativo, non rassicura. Sappiamo inoltre che al recente Blue Design Summit a parlare di waterfront era presente il gruppo ZHA  (Zaha Hadid Architects, specializzato in opere fronte-mare), che porta il nome dell’architetta scomparsa nel 2016, di una delle tre torri del City Life a Milano, alta 175 metri.  E anche qui, in fatto di torri, il richiamo al progetto Llavador, che ritenevamo archiviato ma archiviato non è, non può sfuggire. Esiste persino un progetto locale premiato nel 2025 alla Biennale di Architettura di Venezia. Diciamo che i cittadini avrebbero diritto di sapere”.

Per questo Onwatch ha deciso di avviare una nuova iniziativa di sensibilizzazione rivolta agli spezzini, chiamati a esprimere il proprio punto di vista sul futuro utilizzo pubblico di Calata Paita, l’area che secondo AdSP e Comune dovrà essere restituita alla città e resa pienamente fruibile. Al gazebo di via Veneto sarà possibile partecipare al sondaggio e ricevere informazioni sui progetti legati al waterfront. “Non dobbiamo dimenticare come il tema waterfront sia strettamente legato all’impatto ambientale della navi da crociera che inevitabilmente stazioneranno con le loro gigantesche dimensioni, i fumi emessi  e quant’altro lì a un passo, considerato  che il nuovo molo, con la sua angolazione  in direzione dell’ingresso di ponente della  diga foranea, viene a trovarsi davanti alla parte urbanizzabile della calata e che le navi che vi ormeggeranno, come già sottolineato alte 60 metri (due volte i palazzi di viale Italia), lunghe 360 e larghe 40, formeranno, per il piacere degli astanti, edifici di viale Italia compresi, una specie di muraglia, sormontata da fumi più o meno visibili. Qui dovrebbe intervenire la funzione mitigatrice, ma non del tutto risolutrice, del cold ironing (elettricazione delle banchine), che richiede tuttavia ancora parecchio tempo per essere messa a  regime”. L’obiettivo è quello di dare voce ai cittadini e successivamente organizzare un confronto pubblico sul tema waterfront, richiesta questa che stiamo da tempo ponendo e continueremo a porre all’amministrazione prima che le promesse cadano nel vuoto e prevalga la corsa al business. Il tempo per occuparci della faccenda lo abbiamo: usiamolo al meglio. Non si potrà poi dire che siamo stati colti di sorpresa.  Non dovrebbe sfuggire a nessuno che democrazia è partecipazione. E la partecipazione è ora”.

Onwatch infine aderisce alla RAAT (Rete Ambiente Altro Turismo) che sarà presente al gazebo per fornire  informazioni sulle proprie attività  e sulle criticità del territorio spezzino. Per la compilazione del questionario: coloro i quali  ricevono il questionario e desiderano compilarlo non attraverso l’intervista ma in modo autonomo, possono consegnarlo compilato  al gazebo stesso sito in via Veneto sotto la cattedrale,  dalle ore 11 alle 19 di sabato 30 maggio, oppure successivamente presso la Libreria Ricci di Via Chiodo 107.

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