“La ricostruzione dei fatti proposta dal Comune di Riomaggiore impone una doverosa rettifica. Secondo la ricostruzione operata dal Comune, infatti, i privati proprietari delle aree sarebbero rimasti inerti e non avrebbero fornito alcun riscontro a quanto ingiunto dal Comune, tanto da costringere l’amministrazione medesima ad agire in loro vece. Ebbene, fermo restando che il Comune non ha ritenuto di avvisare nell’immediatezza i privati, ma ha loro notificato l’ordinanza di messa in sicurezza ben quattro giorni dopo il verificarsi dell’evento, è viceversa vero che immediatamente gli stessi si sono attivati per fronteggiare la situazione, nominando un loro tecnico di fiducia incaricato di collaborare con l’amministrazione e di verificare quali misure adottare con la massima tempestività”. Lo afferma in una nota stampa il legale rappresentante dei proprietari dei terreni in questione, replicando ancora una volta alle dichiarazioni rese dal Comune di Riomaggiore in relazione ai lavori per la riapertura della Via dell’Amore, lato Manarola.
“Sempre i privati hanno comunicato al Comune che i lavori sarebbero stati, come in effetti si è verificato, eseguiti da loro direttamente: ciò nonostante il Comune, a mezzo stampa, ha dichiarato che, in considerazione della presunta inerzia dei provati, i lavori sarebbero stati eseguiti d’ufficio dal Comune stesso. I privati hanno tempestivamente trasmesso una rettifica a quanto affermato dal Comune che, comunque, ha continuato, a mezzo stampa, a raffigurare una situazione nella quale i privati rimarrebbero inerti ad ogni richiamo costringendo l’amministrazione ad intervenire al loro posto. Questa ricostruzione è smentita dai fatti e dai documenti intercorsi con l’amministrazione, che, non più tardi di mercoledì 11 marzo, ha eseguito un sopralluogo per verificare l’esatta esecuzione da parte dei privati dei lavori di pulizia delle aree. Non si comprendono pertanto le ragioni per le quali il Comune continui a ritenere, in assenza di prove oggettive, i privati responsabili del dissesto, ben sapendo, oltretutto, che sulle aree in questione sono stati realizzati dalle precedenti amministrazioni dei manufatti in assenza di titoli. Peraltro – prosegue la nota – la stessa amministrazione comunale ha gestito un bar situato proprio in queste aree e, ad oggi, i privati sono impegnati a cercare di acquisire copia di tutta la documentazione relativa alle opere eseguite sulla loro proprietà in assenza di qualsiasi consenso. Anche in quest’ultimo caso, il Comune, invece di collaborare in un’ottica di trasparenza, ha impedito ed impedisce ai privati di acquisire copia della documentazione richiesta, tanto da aver costretto gli stessi a rivolgersi al Tar per la Liguria. Ad oggi, ciò che è certo è che i privati proprietari delle aree si sono attivati per evitare ogni situazione di pericolo e per consentire la riapertura della Via dell’Amore dal lato di Manarola. E’ però altrettanto certo che l’amministrazione comunale, lungi dal collaborare ed individuare di comune accordo le misure da adottare e le modalità per procedere pure ad un accertamento delle rispettive responsabilità, ha individuato e ritenuto i medesimi responsabili, affermandolo pubblicamente a mezzo stampa o fornendo una rappresentazione dei fatti dalla quale il comportamento dei privati risulta indifferente a qualsiasi richiamo e del tutto irrispettoso nei confronti dell’interesse pubblico alla fruizione in sicurezza della predetta Via”, conclude la nota dell’avvocato.