Verso il fermo nazionale dell’autotrasporto: “Dal governo un silenzio assordante sui carburanti”

Il coordinamento unitario delle federazioni nazionali dell’autotrasporto merci ha deciso per il fermo nazionale dei servizi e di tutte le attività di trasporto. Lo ha annunciato il comitato esecutivo di Unatras dopo essersi riunito a Roma   dando mandato all’ufficio di presidenza di definire le giornate e le modalità attuative del blocco. Lunedì 20 aprile di riunirà la Commissione di garanzia per lo sciopero che dovrebbe indicare le date precise. Il fermo, che impatterà anche sui porti, potrebbe avvenire a metà maggio.

“Questa è l’unica ed inevitabile decisione possibile, attesa dalla categoria, di fronte al silenzio assordante del governo in questa fase drammatica a causa degli alti costi dei carburanti, che stanno di fatto determinando l’impossibilità di proseguire l’attività di trasporto merci per migliaia di imprese italiane – recita una nota di Unatras -. I provvedimenti assunti finora dall’esecutivo si sono rivelati insufficienti a coprire la portata del fenomeno e, per paradosso, hanno finito per danneggiare l’autotrasporto professionale che, non solo garantisce la continuità del trasporto delle merci, ma ha investito in ottica di sostenibilità ambientale e sicurezza stradale”.

Tir

 

I rappresentanti dell’autotrasporto denunciano di non essere state convocate dal governo per avviare un confronto di merito sulla “gravissima situazione” che vive il settore. L’autotrasporto italiano conta circa centomila imprese per mezzo milione di lavoratori. A far scattare l’allarme in tutto il settore è il costo del gasolio, schizzato oltre i 2 euro al litro a seguito dell’attacco di Stati Uniti e Israele nei confronti dell’Iran che ha determinato la chiusura dello Stretto di Hormuz. Il diesel sopra quella soglia determina un aggravio fino a 9mila euro all’anno di extracosti per veicolo pesante, che di fatto mette fuori mercato migliaia di aziende italiane secondo Unatras. La riapertura dello Stretto e il calare delle tensioni internazionali, ancora in una fase di fragile tregua, non ha ancora determinato un calo dei prezzi.

“Se si spegne l’autotrasporto, si spegne il Paese”, sottolinea Unatras che chiede al governo l’emanazione del decreto attuativo del credito d’imposta già previsto e ristori compensativi del mancato rimborso accise “pari a 200 euro ogni 1000 litri di gasolio acquistato” oltre interventi a sostegno della liquidità delle imprese quale la sospensione dei versamenti contributivi e fiscali, l’attuazione dei provvedimenti normativi, il rafforzamento degli strumenti contrattuali e l’immediata compensazione dei rimborsi accise e l’adozione di un quadro di aiuti temporaneo a livello europeo.

 

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