“La vicenda Arpal è la dimostrazione dell’approssimazione con cui la giunta regionale gestisce il bilancio. Nel giudizio di parifica la Corte dei Conti ha censurato la Regione Liguria per aver utilizzato risorse della sanità per finanziare Arpal. Non è una sorpresa: dal 2023 la stessa Corte aveva più volte segnalato l’illegittimità della procedura. Altre Regioni, come l’Umbria, erano intervenute subito per correggere la stessa criticità. La Liguria, invece, ha tirato dritto fino alla sentenza della Corte costituzionale e ora anche al giudizio di parifica della Corte dei Conti, che l’hanno costretta a cambiare rotta”, dichiarano Andrea Orlando, consigliere regionale del Partito Democratico, e Carola Baruzzo, consigliera regionale del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Bilancio.
“È una vicenda grave per due ragioni. La prima è che la giunta ha scelto di ignorare per tre anni rilievi chiari e puntuali. La seconda è che quei 20 milioni di euro venivano sottratti alla programmazione sanitaria proprio mentre si decidevano le risorse per i servizi. Dopo la sentenza della Corte costituzionale avevamo chiesto quali correttivi intendesse adottare la Regione. La risposta fu che non era necessario intervenire e infatti il rendiconto presentato alla parifica non conteneva alcuna modifica. Oggi la giunta promette di adeguarsi, ma continua a liquidare tutto come un semplice ‘giro contabile’, come sostiene l’assessore Morich, che è anche il dirigente che aveva costruito la procedura poi dichiarata incostituzionale e censurata dalla Corte dei Conti. Ma chiamarlo “giro contabile” è una presa in giro dei liguri: per tre anni la Regione ha ignorato gli avvertimenti, è stata smentita dalla Corte costituzionale e ora anche dalla Corte dei Conti. Le risorse non si moltiplicano: quello che sarà destinato ad Arpal dovrà essere tolto da altri capitoli di spesa”.
“La sanità ligure convive da anni con un disavanzo strutturale di 100 milioni di euro, salito nel 2025 fino a sfiorare i 160 milioni. In questo quadro è difficile sostenere che la vicenda Arpal sia solo una questione tecnica. Nei prossimi anni la Regione dovrà trovare risorse stabili per finanziare Arpal in un bilancio già in forte sofferenza. Continuare a minimizzare, dopo essere stati smentiti prima dalla Corte costituzionale e poi dalla Corte dei Conti, significa non voler affrontare un problema che avrà conseguenze concrete sulla tenuta dei conti regionali e sulle priorità di spesa”, concludono Orlando e Baruzzo
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