SPEZIA-MANTOVA 0-2
33° Bragantini, 73° Buso
SPEZIA (4-4-2): Mascardi (46° Mascardi); Mateju, Ruggero, Hristov, Beruatto; Comotto (56° Vignali), Romano, Bandinelli, Aurelio (46° Sernicola); Artistico (74° Vlahovic), Di Serio (46° Lapadula). (Loria, Bellemo, Nagy, Shagaxle, Bertoncini, Lorenzelli).
All. Luca D’Angelo.
MANTOVA (3-4-2-1): Bardi; Maggioni, Cella, Castellini; Benaissa, Trimboli, Kouda, Dembelé; Ruocco (71° Marras), Bragantini (71° Buso); Mensah (26° Mancuso). (Andrenacci, Vukovic, Wieser, Falletti, Ligue, Caprini, Marai, Zuccon).
All. Francesco Modesto.
Arbitro: Juam Luca Sacchi (Macerata).
Assistenti: Andrea Niedda (Ozieri), Gianluca Grasso (Ariano Irpino).
Quarto ufficiale: Andrea Calzavara (Varese).
Var e Avar: Giacomo Camplone (Lanciano), Daniee Chiffi (Padova).
Angoli: 6-0
Ammoniti: Romano, Dembelé, Trimboli, Bandinelli, Kouda
Recupero: 3’ e 4’.
Note: 9.258 spettatori (759 ospiti).
Non ci sono più esami di appello per lo Spezia, che si consegna con lo stesso copione da melodramma anche al Mantova. Parte con voglia, spreca gol clamorosi e cade alla prima occasione. Il resto è solo attesa per una retrocessione che ormai appare inevitabile. Da oggi non basta neanche fare tutto perfettamente per rimanere in serie B, serve che davanti si autoesautorino in un paio almeno. Lo Spezia raccoglie quello ha seminato per tutta la stagione, mettendo pezze peggiori del buco in estate e in inverno con il calciomercato e in autunno con la scelta di sostituire D’Angelo con Donadoni.
Cronaca.
Si affida ai “suoi” calciatori Luca D’Angelo, quelli che un anno fa lo portarono per la seconda volta in carriera a un passo dalla serie A. Quelli che oggi devono tentare l’impresa di salvare lo Spezia dalla serie C in una gioranta decisiva. Senza tre punti oggi, agli aquilotti rischia di non bastare neanche un miracolo per rimanere in corsa. Di fronte un Mantova che invece ce l’ha quasi fatta e al Picco arriva relativamente rilassato.
E’ un inedito 4-4-2 quello con cui i bianchi iniziano la partita; sulla banda destra ci sono Mateju e Comotto; a sinistra Beruatto e Aurelio. Inizio volenteroso degli aquilotti, che provano subito a cercare le nuove distanze in campo. Il centrocampo in particolare è organizzato senza un regista vero e proprio e con Bandinelli che si trovano a fare l’interno invece della classica mezzala in cui ha giocato buona parte della carriera.
Al 13° primo episodio degno di nota. Castellini compie un passaggio avventato all’indietro, Romano vi si avventa e prova a saltare il portiere buttandosi simulando un contatto che non c’è. Ammonito il centrocampista. Basta questo ad animare una partita fino a quel momento bloccato. Al 15° Aurelio si autolancia sulla sinistra oltre un avversario e mette al centro, ma la palla attraversa tutta l’area piccola senza che nessuno intervenga. Un’occasione anche per il Mantova al 20° da punizione di Bragantini su cui arriva una deviazione di Ruocco rimpallata dai difensori.
Sforbiciata da film di kung fu di Beruatto al 22° e Bardi che deve volare a toglierla da sotto la travesa. Sull’angolo successivo, il terzo di casa, Artistico fallisce una rete già fatta deviando alto di testa un corner perfetto di Comotto. Era a meno di due metri dalla porta spalancata. Incredibile.
Al 25° Mensah rimane a terra dopo uno scatto e richiama l’arbitro. Si è fatto male a un polpaccio. Entra Mancuso che indossa una maschera in volto dopo essersi rotto il naso nel turno precedente contro l’Entella. Al 30° altro episodio in area del Mantova con Di Serio raggiunto alle spalle da d un avversario che si lascia cadere. Per Sacchi non c’è nulla. Grandi proteste dell’attaccante.
Al 33° il Mantova passa in vantaggio. Bragantini prende palla a destra e inizia ad accentrarsi senza che nessun aquilotto provi davvero a fermarlo: sinistro secco e palla nell’angolo. Come spesso successo in stagione, lo Spezia parte discretamente, spreca e poi cade alla prima occasione concessa agli avversari.
Una mazzata sul morale la rete di Bragantini, che dimostra ancora una volta la tendenza a micidiali cali di concentrazione da parte di bianchi. Ora subentra grande nervosismo che esplode a ogni episodio arbitrale avverso. Al 42° Dembelé calcia un pallone in angolo ma per Sacchi è stato Artistico, che si inalbera visibilmente. ruggero si chiarisce poi con Benaissa in maniera piuttosto vigorosa dopo un fallo di questo. L’aria è elettrica in campo ma non sugli spalti, con il Picco che segue con in anestesia.
D’Angelo si ripresenta con tre cambi: Radunovic per Mascardi, Sernicola per Aurelio e Lapadula per Di Serio. Iniziano 45 minuti da cui dipende moltissimo delle speranze residue di permanenza in categoria. Prima azione della ripresa con Bandinelli che al 51° riesce a servire in area Lapadula che scatta dietro i difensori, ma poi incrocia male con il sinistro e va sull’esterno della rete.
Lo Spezia tuttavia è ormai spaccato, con Bandinelli che cerca il suo vecchio ruolo di mezzala e lascia più di uno spazio alle sue spalle. D’altra parte qualcosa bisogna osare. Rispetto a Di Serio, che dava una grande mano a centrocampo, Lapadula stazione invece in avanti costantemente. Vignali per Comotto e D’Angelo rivede anche la fascia sinistra prima dell’ora di gioco.
Fammata di Beruatto al 60°. Cross da sinistra per Artistico che viene contrastato da un avversario. E palla sulla traversa! Il centravanti richiama subito i compagni rotolandosi dal dolore. Lo Spezia sfiora ancora il pareggio mentre è in dieci: angolo di Beruatto e testa di Mateju che chiama Bardi alla parata d’istinto. Ai punti i bianchi meriterebbero almeno il pareggio, rimanendo stretti. Artistico rientra zoppicando e si riaccomoda al suo posto là in avanti.
Modesto manda dentro Buso e Marras, due corridori, per sfruttare gli spazi obbligatoriamente concessi dagli avversari. E al primo pallone toccato Buso chiude la partita. Lo Spezia si dimentica di marcar da un fallo laterale e l’esterno si ritrova a poter tirare dal limite senza disturbo alcuno. Palla all’incrocio e partita finita.