“Una risonanza per mia figlia da fare entro 10 giorni, programmata a marzo: siamo andate dal privato”

“Mi chiamo Silvia, sono una mamma della Spezia e voglio raccontare quello che è successo a mia figlia ad agosto.

Mia figlia aveva bisogno di una risonanza magnetica urgente. Non un controllo di routine. Un esame con prescrizione in Classe B, quindi da fare entro 10 giorni. Di quelli che il medico ti dice di fare subito. Ad agosto andiamo al Ccup della Spezia per prenotare con l’impegnativa con scritto Classe B. Risposta: marzo dell’anno prossimo. Sette mesi dopo.

Ho chiesto se ci fosse un errore. Nella ricetta c’è scritto Classe B, entro 10 giorni. Come è possibile marzo? Risposta: le liste sono queste. Questo è quello che c’è. Sono uscita con un foglio con un appuntamento a 7 mesi di distanza per un esame che per legge doveva essere fatto entro 10 giorni.

Cosa fa una mamma in quel momento? Ovviamente non abbiamo aspettato. Siamo andate a pagamento, in privato. Pagando di tasca nostra. E in privato l’abbiamo fatta in pochi giorni. In privato in pochi giorni, in pubblico in 7 mesi. Questa è la differenza.

Noi paghiamo le tasse per una sanità pubblica che dovrebbe garantire la Classe B in 10 giorni. Ma quando hai davvero bisogno, l’unica strada è pagare. Se hai i soldi ti curi, se non hai i soldi aspetti marzo. E se a marzo è troppo tardi?

Non è colpa degli operatori del Ccup. Il sistema è al collasso.

Una risonanza in Classe B non può essere data a 7 mesi di distanza. Mai”.

Silvia M.

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