Un corpo unico per la sanità militare, il Siulm si dice contrario: “La Marina Militare ha le sue specificità”

Netta contrarietà all’ipotesi di istituzione di un corpo unico della sanità militare è stata espressa da Andrea Manzi del Siulm Marina durante un incontro istituzionale tra i sindacati militari e il presidente della Commissione Difesa della Camera, l’onorevole Nino Minardo, che si è svolto martedì scorso a Roma. Alla presenza del senatore Maurizio Gasparri e del capogruppo alla Camera di Forza Italia, Paolo Barelli, il sindacato ha evidenziato come “tale scelta possa produrre effetti negativi sulle specificità operative della Marina Militare”.

Tra le sottolineature del sindacato c’è in particolare “la specificità d’impiego sanitario in ambito navale, con riferimento alle patologie subacquee e iperbariche”. Secondo il Siulm Marina l’accentramento creerebbe problemi  nell’ambito dei “requisiti di idoneità differenziati richiesti per l’impiego nei reparti specialistici, quali la componente sommergibili, così come delle disparità di trattamento economico e di inquadramento, che vedono attualmente i marescialli infermieri della Marina collocati a livello di assistente tecnico, a fronte del ruolo di funzionari ricoperto nel Servizio sanitario nazionale”. Altro problema sono i dislivelli di grado e di carriera esistenti tra le diverse forze armate “che rischierebbero di essere ulteriormente accentuati da una riforma non calibrata sulle specificità”.

Nino Minardo, Paolo Barelli e Maurizio Gasparri

 

Lo schema di decreto legislativo che farebbe nascere il corpo unico della sanità militare è attualmente all’esame del Parlamento. Il Siulm, pur riconoscendo “la validità di alcuni obiettivi generali del provvedimento, in particolare quelli volti a favorire maggiori opportunità di carriera per il personale più giovane”, ribadisce come “tali misure non possano essere realizzate a discapito dell’esperienza e dell’anzianità del personale già in servizio, in particolare dei graduati e dei sergenti, che risultano oggi penalizzati e scarsamente incentivati nei percorsi di avanzamento”.

Tra le richieste quella della corresponsione del grado agli allievi marescialli, nell’ottica di una reale equità di trattamento tra ufficiali e sottufficiali, e il conferimento immediato del grado ai frequentatori complementari marescialli e ai frequentatori sergenti  “evitando attese prolungate e ingiustificate, analogamente a quanto già avviene per gli aspiranti guardiamarina”. Giudicata positivamente la decisione di programmare audizioni tecniche distinte per ciascuna forza armata.

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