Turismo: nello Spezzino meno ricettività tradizionale e più affitti brevi

Meno alberghi tradizionali, molti più alloggi per soggiorni brevi e una ristorazione che, tra luci e ombre, continua a reggere l’urto dei cambiamenti. È questo il quadro che emerge dall’analisi Unioncamere-InfoCamere sull’andamento delle attività dei servizi di alloggio e ristorazione negli ultimi cinque anni, una fotografia che trova riscontro anche nella realtà ligure e spezzina. I dati aggiornati al 30 settembre 2025 raccontano una trasformazione profonda dell’offerta turistica italiana, una tendenza che si è sviluppata negli ultimi anni e che ora viene certificata nei numeri: gli alberghi classici arretrano, mentre crescono con forza le strutture extra-alberghiere legate ai soggiorni brevi, soprattutto nelle grandi e medie città e nei territori a forte attrattività, dove aumentano anche le pressioni legate all’overtourism. In questo scenario, la ristorazione continua a svolgere un ruolo di tenuta economica e sociale, intercettando la domanda di convivialità, in particolare nei periodi festivi.

Turisti a Monterosso in inverno

A livello nazionale, in un lustro le imprese di servizi di alloggio alberghieri diminuiscono del 5,2% (-1.604 unità), scendendo a 29.199. Il ridimensionamento interessa gran parte delle regioni, mentre tengono meglio le aree a vocazione turistica stagionale. La Liguria si colloca in una fascia intermedia, con una contrazione più contenuta rispetto ad altri territori, ma con segnali evidenti di riconversione dell’offerta. Nella provincia della Spezia, in particolare, il calo cronico degli alberghi tradizionali si accompagna a una crescita decisa delle strutture extra-alberghiere, trainate dagli affitti brevi e dalle soluzioni flessibili legate alle Cinque Terre, al Golfo dei Poeti e al lanciatissimo turismo esperienziale che anche in questi giorni ha riversato sulle lande della riviera migliaia di persone, indaffarate fra trekking, visite culturali e eno-gastronomiche. Un’evoluzione costante che riflette il cambiamento delle preferenze dei viaggiatori, sempre più orientati verso soggiorni brevi e autonomi, spesso legati a festività, eventi e weekend: una tendenza fortemente marcata nello Spezzino. È infatti il comparto degli alloggi per vacanze e soggiorni di breve durata a registrare l’espansione più evidente: a livello nazionale cresce del 42,1% in cinque anni, superando le 44.800 imprese. Un trend che interessa anche la Liguria e lo Spezzino, dove l’offerta extra-alberghiera continua ad ampliarsi (sfiorando le ottocento attività), ponendo nuove sfide in termini di equilibrio tra accoglienza turistica e residenzialità.

Trenino per turisti

Sul fronte della ristorazione, il quadro appare più stabile. I ristoranti con servizio al tavolo crescono del 2,3% rispetto al 2021, raggiungendo quasi 160 mila imprese in Italia. Anche nello Spezzino il settore conferma un ruolo centrale, fungendo da presidio economico e sociale e beneficiando della domanda legata ai flussi turistici e ai momenti di convivialità tipici del periodo natalizio. Un andamento che trova conferma anche nell’ultimo rapporto dell’Osservatorio regionale del turismo della Liguria, che evidenzia come il turismo continui a rappresentare un motore fondamentale per l’economia regionale, con presenze elevate e una forte attrattività delle destinazioni costiere e dei borghi. Nel Levante ligure e alla Spezia, in particolare, la crescita dei flussi si accompagna a un’offerta ricettiva sempre più orientata alla flessibilità, chiamata ora a confrontarsi con il tema della sostenibilità e della qualità dell’accoglienza. Un cambiamento strutturale che, se da un lato amplia le opportunità, dall’altro impone una riflessione sulle regole e sul futuro del turismo nei territori più esposti, come quello spezzino.

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