Treni: estate tra guasti, ritardi e cancellazioni. Pendolari del Levante: “Disagi continui, servono risposte”

Un’estate di guasti, ritardi, cancellazioni, interruzioni della linea e disservizi che, secondo il Comitato Pendolari del Levante Ligure, hanno messo a dura prova la pazienza di chi ogni giorno utilizza il treno per spostarsi lungo la Riviera. Il comitato traccia un bilancio dei mesi estivi e di settembre, mettendo in fila una lunga serie di episodi che hanno interessato la linea ferroviaria ligure, dal levante verso Genova e la Toscana. Un quadro nel quale, sottolineano i pendolari, vanno distinti i disagi legati ai cantieri, considerati necessari, da quelli provocati da guasti alla linea e ai convogli, incendi, incidenti, maltempo, problemi informatici e soppressioni.

L’elenco raccolto dal Comitato parte dal 9 luglio, con la linea bloccata in Toscana a causa di un incendio, e prosegue il 23 luglio con il ritardo di 40 minuti dell’IC 684 per mancanza di personale e di 30 minuti per l’IC 679. Il 28 luglio viene segnalato un blocco informatico delle prenotazioni, mentre il 4 agosto l’IC 679 accumula 65 minuti di ritardo. Nello stesso periodo si registrano un blocco della linea a Sarzana dopo alcune scosse di terremoto e, il 7 agosto, l’interruzione tra Pisa e Livorno e quella tra Recco e Chiavari provocata da un investimento. Il 13 agosto l’FB 8620 arriva con 20 minuti di ritardo, mentre il giorno successivo un investimento avvenuto alle 3.30 tra Massa e Sarzana provoca disagi ancora alle 8. Nella stessa giornata l’IC 665 registra 20 minuti di ritardo, l’FB 8601 arriva con 125 minuti di ritardo e il regionale 12320 viene soppresso.

Il 20 agosto il Comitato segnala soppressioni, limitazioni e ritardi considerevoli su tutta la linea, mentre il 21 agosto un albero cade sui binari tra Genova Brignole e Sestri Levante a causa del maltempo, con ulteriori cancellazioni e limitazioni. Il 23 agosto l’FB 8605 accumula 100 minuti di ritardo. Il 31 agosto la circolazione viene interrotta per un’ora, dalle 7.45 alle 8.45, tra Deiva Marina e Levanto per la presenza di persone non autorizzate sui binari. Nella stessa giornata il Comitato segnala anche i tabelloni orari fuori servizio alla Spezia Centrale e 45 minuti di ritardo per l’IC 662.

La sequenza prosegue a settembre: il 2 settembre l’IC 651 registra 45 minuti di ritardo, il 5 settembre un guasto a Genova Quarto provoca rallentamenti sulla tratta e l’8 settembre, in occasione di uno sciopero, il Comitato annota invece che i treni sono risultati puntuali e regolari. Il 9 settembre un fulmine colpisce il regionale 12358 a Sori e la linea viene bloccata. Il 15 settembre il regionale veloce 3277 parte da Genova Brignole con 30 minuti di ritardo. Il giorno successivo un guasto provoca il rallentamento della circolazione tra Sestri Levante e Genova Brignole dalle 6.30 alle 8.30: il regionale 12328 viene cancellato, i passeggeri confluiscono sul regionale 12320, già sovraffollato, con l’inserimento di fermate intermedie, mentre l’IC 658 accumula 33 minuti di ritardo, il regionale 12320 54 minuti e l’FB 8620 45 minuti. Il 17 settembre viene cancellato il regionale 22937, mentre l’IC 669 registra 30 minuti di ritardo e l’FB 8620 40 minuti. Il 21 settembre il regionale veloce 3277 parte nuovamente da Genova Brignole con 30 minuti di ritardo e il 23 settembre, ancora una volta, i tabelloni orari della stazione della Spezia Centrale risultano fuori servizio.

Per il Comitato, tuttavia, i problemi non riguardano soltanto la puntualità. Da tempo i pendolari hanno avviato un confronto con gli uffici della Regione e con la Direzione regionale di Trenitalia. Le risposte, spiegano, arrivano puntualmente e sono spesso dettagliate, ma non sempre vengono ritenute soddisfacenti. Tra le questioni sollevate c’è anche quella dell’informatizzazione di alcune procedure, rispetto alla quale il Comitato riferisce di essersi sentito rispondere da Trenitalia che si tratterebbe di “investimenti non giustificati”. Un altro tema è quello della composizione dei convogli, in particolare del regionale 12320, indicato come frequentemente sovraffollato. Il Comitato chiede che venga valutata la doppia composizione oppure l’aggiunta di una sesta carrozza ai convogli Rock e Pop. La risposta ricevuta, riferiscono i pendolari, è che “è emerso che la capienza del treno (5 casse), sebbene prossima alla saturazione, risulta idonea a soddisfare la domanda di mobilità”. Una valutazione che il Comitato contesta sulla base dell’esperienza quotidiana dei viaggiatori.

Tra le richieste c’è poi quella di introdurre regionali veloci dedicati ai pendolari del mattino che da Genova raggiungono Viareggio, in modo da integrare o sostituire il passaggio dei Freccia. Il Comitato segnala inoltre un problema relativo alla prenotazione degli Intercity: in alcuni casi il sito e la piattaforma indicano i posti come esauriti, mentre sui convogli risulterebbero posti liberi. “Come è possibile? Problemone tecnico?”, si chiedono i pendolari. Viene segnalata anche la presenza, su alcuni convogli del mattino presto, di condizioni di sporcizia ritenute incompatibili con l’orario di servizio e ricondotte a una cura insufficiente nelle fasi di pulizia.

Sul fronte dei rimborsi, il Comitato chiede poi chiarimenti alla Regione. Nel marzo 2025, ricordano i pendolari, il presidente Marco Bucci e l’assessore ai Trasporti Marco Scajola avevano chiesto a Rfi e Trenitalia di contenere i ritardi entro i 30 minuti e di aumentare le forme di ristoro per i viaggiatori, con un bonus dal 20 al 30% e un ulteriore 10% a carico di Rfi. “Eppure, dal mese di ottobre 2025 non abbiamo più visto un rimborso mentre i disagi e ritardi ci sono sempre e la situazione va peggiorando”, sostiene il Comitato, che domanda quindi quando saranno ripristinati i rimborsi per i pendolari.

L’ultima richiesta riguarda la gestione delle emergenze. Secondo il Comitato, nei casi di maltempo particolarmente intenso o di gravi problemi tecnici sulla linea, i tempi di reazione per assistere i viaggiatori e predisporre collegamenti alternativi sarebbero troppo lunghi. Da qui la proposta di una “control room” operativa e pronta a intervenire in caso di interruzioni, con una capacità di assistenza distribuita nelle stazioni e non concentrata soltanto a Genova Piazza Principe.

Il Comitato Pendolari del Levante Ligure, che nel 2025 ha incorporato il Comitato Genova-Pisa e la sezione pendolari del Comitato 5 Terre, quest’anno ha raggiunto il decimo anniversario dalla fondazione e ha ampliato il proprio direttivo con due rappresentanti di Sarzana e della Val di Magra. L’organismo chiede agli uffici dell’assessore Scajola di continuare a monitorare la situazione e a sollecitare Trenitalia e Rfi, con l’obiettivo dichiarato di migliorare le condizioni di viaggio lungo la linea ferroviaria del Levante.

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